Picchiato e finito a coltellate. Sarebbe morto così Sadam Houssain, il bracciante pakistano di 32 anni il cui corpo è stato trovato nel bagagliaio della sua auto nel ghetto di Borgo Mezzanone il 22 agosto scorso, 18 giorni dopo la scomparsa.
È quanto emerge dall’autopsia eseguita sulla salma di Housaain. Tra le piste seguite dai carabinieri, quella del caporalato.
Fin dal ritrovamento del cadavere, un amico connazionale ha riferito che «Sadam era solito accompagnare alcuni migranti residenti nel ghetto di Borgo Mezzanone con la sua auto nelle campagne del Tavoliere». È probabile che questa attività possa essere alla base del delitto.
L’autopsia è stata compiuta nell’istituto di medicina legale del policlinico Foggia dal professor Luigi Cipolloni ed è durata circa quattro ore.
L’esame, nonostante il cadavere fosse in avanzato stato di decomposizione, ha permesso di escludere che per il delitto siano state utilizzate armi da fuoco. Ora si attendono i risultati degli esami istologici per i quali bisognerà attendere circa un mese.
