Da circa tre settimane, nel ghetto di Borgo Mezzanone, non è più garantito il servizio di raccolta e i rifiuti sono accatastati in cumuli che, in alcuni casi, hanno anche superato il metro d’altezza.
Nel ghetto a pochi chilometri da Foggia, considerato tra i più grandi d’Europa, vivono circa 3.500 migranti provenienti, per lo più, da Senegal, Mali e altri Stati africani.
Il servizio di raccolta rifiuti, spiega Francesca Stella della segreteria Flai Cgil Foggia che segue la vicenda, «è stato attivato circa un anno fa dalla Regione Puglia e prevede cinque punti di raccolta dove i migranti vanno a conferire i rifiuti che vengono ritirati a giorni alterni durante la settimana da un’azienda a cui la regione ha appaltato il servizio. Ma da due, tre settimane, si è interrotta la raccolta e non sappiamo il perchè».
Le condizioni igienico sanitarie sono rapidamente peggiorate e l’odore nauseabondo avvolge l’intero campo.
«Questa mattina, ad esempio, piove e le buste dei rifiuti si bagnano e gli stessi si trasformano in liquami – dice Stella -. Abbiamo avanzato richiesta alla prefettura di Foggia di un tavolo, aperto anche alla Regione Puglia, per capire cosa sta accadendo e come affrontare la questione, soprattutto in vista della stagione invernale».
