I sindaci di dieci comuni dell’Alto Tavoliere si dicono preoccupati per la «paventata soppressione di cinque ambulanze attualmente operative nella provincia di Foggia».
I primi cittadini hanno inviato una formale richiesta di incontro al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, all’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia, alla direttrice generale dell’Asl Foggia Tiziana Dimatteo e alla direzione strategica aziendale, chiedendo la «convocazione urgente di un incontro sulla riorganizzazione territoriale del servizio di emergenza-urgenza 118».
Il documento porta le firme di Emilio Di Pumpo sindaco di Torremaggiore, Costantino Rubino sindaco di San Paolo di Civitate, Antonio Potenza sindaco di Apricena, Alessandro Liggieri sindaco di Poggio Imperiale, Alessandra Matarante sindaco di Lesina, Diego Iacono sindaco di Chieuti, Michele Leombruno sindaco di Serracapriola, Pasquale Codianni sindaco di Casalnuovo Monterotaro, Noè Andreano sindaco di Casalvecchio di Puglia e Guerino De Luca sindaco di Castelnuovo della Daunia.
Al centro della richiesta vi è «la paventata soppressione di cinque ambulanze attualmente operative nella provincia di Foggia, nell’ambito della riorganizzazione del servizio resa necessaria, secondo quanto emerso nel confronto del 29 settembre, dalla grave carenza di personale medico».
I sindaci, nella nota, esprimono particolare preoccupazione per il futuro della seconda ambulanza in servizio presso il Pta (presidio territoriale assistenziale) “Nicola Bellantuono” di Torremaggiore, presidio che rappresenta – dicono i primi cittadini – un punto di riferimento sanitario per un ampio bacino territoriale comprendente numerosi comuni limitrofi.
I sindaci chiedono «di conoscere ufficialmente contenuti, tempi e criteri della riorganizzazione, sottolineando che la distribuzione dei mezzi di soccorso non può essere determinata esclusivamente dal numero degli abitanti. L’obiettivo è individuare un’intesa istituzionale che consenta di mantenere le ambulanze attualmente operative o di adottare soluzioni organizzative equivalenti».
