Home » Le idee » Ultimi dove conta davvero – L’EDITORIALE

Ultimi dove conta davvero – L’EDITORIALE

Ultimi dove conta davvero – L’EDITORIALE
Prenotazione di visite in un ospedale pugliese

Non avevamo bisogno di Agenas per sapere che in Puglia, per una visita medica, bisogna aspettare. Aspettare, aspettare e ancora aspettare. Lo sappiamo tutti. E lo sanno soprattutto quelli che ogni giorno provano a prenotare un esame o una visita specialistica.

Non si contano le mail e i messaggi che arrivano alla nostra redazione. Prenotazioni con date assurde, nel 2028, persino nel 2029. E non sono errori di stampa. Sono appuntamenti veri, che i cittadini ci mandano esasperati. Poi, se sei fortunato, arriva una telefonata e la visita viene anticipata. Ma intanto hai aspettato. E magari hai anche pagato per farti visitare prima.

Adesso Agenas mette nero su bianco quello che i pugliesi conoscono fin troppo bene: siamo ultimi in Italia. Soltanto il 55,3% delle prime visite e il 63,4% degli esami diagnostici viene garantito nei tempi previsti. È vero, qualcosa è migliorato rispetto allo scorso anno.

Ma davvero possiamo accontentarci? Richiamare chi è già in lista d’attesa è utile, ci mancherebbe. Ma il problema è a monte. Non è normale che una persona, quando prenota, si senta proporre una visita tra due o tre anni. Non dovrebbe nemmeno essere possibile. E poi diciamocelo chiaramente: al cittadino interessa poco sapere di chi sia la colpa.

Se lo Stato trasferisce meno risorse, se il Fondo sanitario è insufficiente, se le responsabilità vengono da lontano. Sono questioni importanti, certo. Ma è compito della politica trovare le soluzioni, stabilire le priorità, utilizzare meglio i soldi disponibili e, se necessario, tagliare altrove. Anche quelle spese di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno. Perché chi aspetta una visita non chiede di conoscere i problemi del bilancio regionale. Chiede soltanto di potersi curare. E possibilmente prima del 2029.