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Scontri di Torino, non si screditino le nuove generazioni

Scontri di Torino, non si screditino le nuove generazioni

Care ragazze, cari ragazzi, in questi giorni, dopo i fatti di Torino, stiamo assistendo a uno spettacolo già visto. Una certa politica e una certa stampa continuano a raccontarvi come fragili, confusi, senza coraggio. Non è vero. E voi lo sapete. Il coraggio non vi manca. È lo stesso che vi spinge a dire la verità, a farvi vedere, a partecipare, a scendere in piazza.

La verità, anche questa volta, è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo visto sfilare leader politici, sentito dichiarazioni dure, slogan facili. Ogni momento di tensione diventa un’occasione per alimentare paura e incertezza, invece di ascolto e dialogo. Si sa bene che nei cortei c’è sempre una piccola parte che approfitta per rovinare tutto. Ma usare questo per screditare un’intera generazione è sbagliato. Ed è pericoloso. In questi giorni si sentono parole gravi: c’è chi dice che non sarà mai antifascista, chi guarda a modelli lontani e repressivi, chi sogna una società del controllo invece che della partecipazione.

A voi voglio dire una cosa chiara: non fatevi fregare. Siete voi il futuro. Siete voi la certezza. E soprattutto siete voi quelli che non devono saltare la generazione del coraggio. Il coraggio di esserci. Il coraggio di manifestare. Il coraggio di partecipare alla vita sociale e politica del Paese.

Non siete una folla da guidare. Siete persone che pensano, ragionano, scelgono. Avete un’arma potente: la vostra intelligenza, la vostra morale, la vostra capacità di distinguere.In questi giorni abbiamo visto crescere un linguaggio violento e superficiale. Giudizi affrettati, condanne sui social, processi improvvisati.

Non tutta l’informazione è così, per fortuna. Ma abbastanza da fare danni. Il vostro coraggio non potrà mai essere cancellato da chi vi vorrebbe zitti, invisibili, senza voce. È quel coraggio che serve a cambiare la società: per renderla più giusta, più inclusiva,più attenta all’ambiente, al rispetto, alle regole e alla libertà di parola. Manifestare è un diritto. Il corteo è parte viva del dibattito democratico. È uno spazio in cui milioni di persone possono dire: io ci sono. Un ringraziamento va alle forze dell’ordine, che ogni giorno lavorano per la sicurezza di tutti.

Forse investire di più sulle persone, sulla presenza e sulla tutela durante le manifestazioni, sarebbe più utile che investire sulle armi. Ricordatevelo sempre: il coraggio è legato alla libertà. Alla libertà di essere, di scegliere, di esprimersi. Qualcuno prova a farvi credere che non ne avete abbastanza. Non è vero.Ne avete molto. E ne avete ancora da vendere.

Con rispetto e fiducia.