Home » Le idee » Fuoriporta – Caserta verticale, tra la collina e i sogni dei Borbone

Fuoriporta – Caserta verticale, tra la collina e i sogni dei Borbone

Fuoriporta – Caserta verticale, tra la collina e i sogni dei Borbone

Non sempre ciò che di più prezioso è ad altezza occhi. Spesso basta alzare il naso per scoprire tesori nascosti. È il caso di Casertavecchia, a 10 km di distanza e 401 metri più in alto della città nuova. Monumento nazionale dal 1961, sorse con il nome «Casam Irtam» (dal latino: «villaggio in alto») già nell’800 a.C.. Vicoli lastricati, archi, resti di un castello e scorci mozzafiato sulla vallata richiamano turisti in qualsiasi stagione. Nelle sere d’estate, complice la frescura dovuta all’altezza, è il luogo ideale per rilassarsi sulle terrazze e nelle corti dei numerosi locali e ristoranti.

Su questo dedalo di sampietrini, dove riecheggiano i passi di chi li calpesta, domina il campanile del duomo di San Michele Arcangelo, decorato in cima con il volto di marmo bianco (uno per ogni lato) di Benito Mussolini. In questo luogo spesso avvolto dalla foschia, non poteva mancare una leggenda. Si dice, infatti, che in epoca normanna, il duomo fu ampliato con materiali di spoglio di monumenti romani di altri edifici. I casertani dovettero invocare le fate che portarono le quattro colonne in testa in equilibrio fino in cima alla collina. Poco distante sorgono la piccola chiesa di San Rufo, la più antica di Caserta, e l’abbazia benedettina di San Pietro ad Montes, utilizzata nel 1970 da Pierpaolo Pasolini come set del suo film Decameron. Due gioielli poco noti ma purtroppo aperti di rado.

Il motivo per cui Caserta è famosa in tutto il mondo, tuttavia, è la sua Reggia, il palazzo reale più grande al mondo. Abitata dai Borbone di Napoli, oltre per un breve periodo anche dai Murat, nel 1997 è stata dichiarata dall’UNESCO, insieme ai vicini acquedotto di Vanvitelli e complesso di San Leucio, patrimonio dell’umanità. Preziosa da reggere il confronto con la parigina Versailles, l’ultima grande opera del Barocco italiano ha numeri da capogiro: 1200 stanze, 1742 finestre, 1026 fumaroli e 34 scale, e ricopre un’area di 47.000 m². Assolutamente imperdibile una passeggiata nello splendido parco di 120 ettari alle spalle della Reggia. Un polmone verde che consente a Caserta di classificarsi capoluogo più green della Campania, con i suoi 16 m² di verde per abitante. Si sviluppa lungo due viali paralleli in cui si susseguono maestose fontane alimentate dall’Acquedotto Carolino, che attinge l’acqua a 41 km di distanza e la porta fino alla Reggia attraverso 6 rilievi e 3 viadotti. Il parco è composto da un Giardino all’italiana e da uno all’inglese, entrambi rigogliose oasi del silenzio, avvolte da un’aurea di mistero che rimette in pace con se stessi e fa dimenticare lo stressante traffico appena fuori le mura.

Se si viaggia con bambini, da non perdere il Planetario supertecnologico, ad un quarto d’ora a piedi dal centro di Caserta nuova. Sotto la cupola di 7 metri i più piccoli possono scoprire i misteri del cielo con spettacoli e laboratori interattivi. Un cluster di tre computer consente la rappresentazione 3D dell’universo e la visualizzazione di 1 milione e 50 mila stelle, oltre che di oggetti del cielo profondo.

È proprio vero: a Caserta basta alzare il naso per scoprire tesori nascosti.