Già condannato in primo grado per maltrattamenti in famiglia risalenti a nove anni fa, un 35enne di origine nordafricana, residente ad Andria, è tornato in carcere dopo l’ennesima aggressione ai danni della compagna.
A chiedere aiuto al 112 è stata la vittima delle violenze, permettendo così agli agenti della polizia di Stato di rintracciarla e metterla in salvo e di arrestare l’uomo, accusato di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e danneggiamento.
La Questura spiega che l’uomo era già stato condannato per fatti risalenti a nove anni fa: avrebbe usato violenza nei confronti di «due donne originarie del suo stesso Paese, ingannandole con promessa di ospitalità». Per questo era anche «destinatario di un divieto di avvicinamento per episodi simili risalenti al 2024» e compiuti ai danni di un’altra donna con cui aveva avuto una relazione.
Ora avrebbe picchiato, strattonato e minacciato di morte la nuova compagna con cui aveva avviato la convivenza l’anno scorso. La donna ha raccontato di costanti «minacce di morte, violenze fisica e psicologica, molestie e costrizioni a rapporti sessuali non consensuali» come accaduto qualche tempo fa quando, al no della donna, avrebbe reagito «afferrandola dalla gola e tirandole i capelli» per poi costringerla «con la violenza, ad avere un rapporto sessuale».
L’uomo è in carcere, la donna vittima delle violenze è stata collocata in una struttura protetta.
