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L’Ucraina colpisce ancora il polo logistico di Wildberries in Russia: in fiamme la raffineria Norsi

Droni di Kiev a Kotovsk e Nizhny Novgorod, a Lipeck si registrano due vittime: sale anche la tensione con Seul per l’incursione di aerei di Mosca

L’Ucraina colpisce ancora il polo logistico di Wildberries in Russia: in fiamme la raffineria Norsi
(foto Ansa)

Le forze ucraine hanno ripreso gli attacchi contro Wildberries, il più grande rivenditore online russo, a Kotovsk, nella regione di Tambov (Russia occidentale). Lo riferisce Kyiv Independent citando il canale di monitoraggio Exilenova Plus: il sito è stato completamente distrutto da un incendio. Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore ucraino, le forze ucraine avevano già preso di mira la società il 16 agosto, colpendo il più grande centro logistico dell’azienda in un attacco su vasta scala nella regione di Mosca. Nell’incendio divampato dopo l’attacco un dipendente è rimasto ferito, secondo quanto riferisce la Tass, che cita il governatore Yevgeny Pervyshov. «Secondo le informazioni preliminari, un dipendente di Wildberries è rimasto ferito, avendo subito una commozione cerebrale a causa dell’onda d’urto» ha scritto il governatore in un post sul canale Max.

L’attacco arriva all’indomani del rifiuto da parte del Cremlino della soluzione di pace avanzata da Volodymyr Zelensky che prevedrebbe una zona economica franca gestita da Paesi terzi. Ma qualcosa potrebbe tornare a muoversi in prospettiva negoziale: nello stesso giorno in cui è in visita a Mosca il ministro degli Esteri vaticano, Paul Richard Gallagher, con l’offerta della Santa Sede di offrire un “sostegno diplomatico” e “uno spazio per il dialogo”, è arrivato nella capitale russa anche il direttore della Cia, John Ratcliffe.

Vittime civili a Lipeck, raid contro la raffineria Lukoil e provocazione nei cieli della Corea del Sud

Un uomo e un ragazzo di 14 anni sono morti invece in un incendio divampato in una casa nella regione di Lipeck, causato dallo schianto di un drone ucraino, secondo quanto riportato dal governatore Igor Artamonov. Lo riferiscono le agenzie russe Tass e Ria Novosti. «Nel distretto di Lipeck, un’abitazione privata ha preso fuoco in seguito allo schianto di un drone. Purtroppo, due persone sono morte: un uomo e un ragazzo di 14 anni», ha scritto il governatore sulla piattaforma Max, aggiungendo che anche due donne sono rimaste ferite e stanno ricevendo tutta l’assistenza necessaria. Nella notte è scoppiato un incendio anche presso la raffineria di petrolio russa Norsi a Kstovo, nell’oblast’ di Nizhny Novgorod, a seguito di segnalazioni di un attacco con droni: a riportarlo sono canali Telegram locali e filmati pubblicati online. L’impianto della Lukoil è uno dei più importanti siti di lavorazione del petrolio e produzione di benzina in Russia, con una capacità annua di circa 15-17 milioni di tonnellate di greggio che rifornisce anche la macchina militare. L’Ucraina ha colpito ripetutamente la struttura nel 2026, inclusi gli attacchi registrati il 5 aprile, il 20 maggio, il 24 giugno e il 2 luglio.

Tensione anche sul fronte asiatico fra la Russia e la Corea del Sud: diversi aerei militari russi sono entrati brevemente nella zona di identificazione della difesa aerea sudcoreana (Kadiz), sopra le acque orientali del Paese, prima di allontanarsi. L’episodio ha spinto le forze armate di Seul a far decollare d’urgenza alcuni caccia, secondo quanto riferito dallo Stato maggiore congiunto, citato da Yonhap. Gli aerei militari di Mosca sono entrati nella Kadiz nei pressi delle isole Dokdo e della vicina isola di Ulleung. «Le forze armate sudcoreane hanno rilevato gli aerei militari russi prima che entrassero nella zona di identificazione della difesa aerea e hanno dispiegato caccia dell’Aeronautica militare per prepararsi a possibili emergenze», ha affermato il Jcs, precisando che gli aerei non hanno violato lo spazio aereo territoriale. Si tratta dell’ennesimo episodio di questo tipo dopo che a fine giugno una decina di velivoli cinesi e russi avevano compiuto una manovra analoga.