Un debito di 300 euro per l’acquisto di cannabinoidi sarebbe alla base dell’incubo vissuto da un minorenne del Barese, ospite di una comunità educativa che si trova nell’area della Murgia, culminato con due sequestri, pestaggi di gruppo e rapine.
Per questi fatti, il gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri di Gravina in Puglia, ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti di cinque persone: due degli indagati sono finiti in carcere, mentre per gli altri tre sono scattati gli arresti domiciliari.
Le ipotesi di reato contestate a vario titolo vanno dal sequestro di persona a scopo di estorsione alle lesioni personali aggravate, dall’estorsione aggravata alla rapina, fino alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini sono partite dopo la denuncia presentata dalla vittima, affiancata dagli operatori della struttura.
Stando a quanto emerso, i fatti sarebbero cominciati a febbraio scorso e si sarebbero protratti fino ad agosto. Tra gli episodi più gravi figurano due sequestri: il primo ad aprile, quando il minore sarebbe stato caricato a forza su un’auto e picchiato in aperta campagna; il secondo a luglio quando il ragazzo sarebbe stato attirato con l’inganno in un negozio, trascinato in un’area boschiva e sottoposto a un pestaggio di gruppo.
La vittima sarebbe stata destinataria anche di minacce di morte, avrebbe subito intimidazioni con armi da fuoco e una rapina, a maggio, quando le sarebbe stato sottratto lo smartphone, trattenuto come garanzia fino al saldo del debito. La situazione sarebbe diventata talmente insostenibile che uno degli educatori della comunità avrebbe tentato di porre fine a tutto versando una parte della somma pretesa.
