Quattordici persone sono indagate nell’ambito di un’indagine per estorsione, corruzione e concussione – reati contestati a vario titolo – condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza.
Due uomini, il 59enne Antonio Lopiano e il figlio Luigi di 35 anni, sono finiti agli arresti domiciliari mentre nei confronti di un terzo, il 60enne Rocco Quaratino – ex consigliere comunale del capoluogo lucano -, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le indagini sono partite nel 2023 e si sono sviluppate in diversi filoni. Sono stati notificati inoltre otto avvisi di comparizione per lo svolgimento dell’interrogatorio preventivo dinanzi al gip.
Tra gli indagati – secondo quanto si è appreso – c’è anche l’assessore comunale di Potenza alla Viabilità, Francesco Giuzio (Basilicata Possibile), per il quale il gip Antonello Amodeo ha rigettato una richiesta di arresti domiciliari.
In particolare «l’indagine – è spiegato in un comunicato della Procura potentina – ha avuto origine dalle denunce presentate da un’imprenditrice, residente nella provincia di Chieti e operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, la quale riferiva di avere subito pressioni nel capoluogo lucano».
Tra le richieste estorsive, alcune riguarderebbero anche il cantiere per la realizzazione del Trauma Center dell’ospedale San Carlo di Potenza.
Secondo l’accusa, «le indagini hanno inoltre fatto emergere un’ipotesi di gestione illecita della raccolta dei rifiuti solidi urbani e una distinta ipotesi di corruzione. Quest’ultima si sarebbe concretizzata in uno scambio di favori: un’assunzione pilotata presso una società operante nella raccolta dei rifiuti, in cambio della promessa di appoggio elettorale in occasione delle successive consultazioni amministrative del capoluogo».
