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In Puglia è scontro aperto sulla nautica: il Salone deve restare a Brindisi

È bufera sulla possibilità, avanzata dal presidente della Fiera del Levante, Gaetano Frulli di istituire un appuntamento sulla marineria a Bari

In Puglia è scontro aperto sulla nautica: il Salone deve restare a Brindisi

La proposta avanzata dal presidente della Fiera del Levante di Bari, Gaetano Frulli, di sviluppare un polo e un appuntamento fieristico dedicati al comparto nautico nel capoluogo regionale ha innescato un immediato e duro scontro istituzionale, politico ed economico con il territorio di Brindisi. L’ipotesi viene letta dai rappresentanti brindisini come uno strappo inaccettabile che rischia di azzerare o ridimensionare il valore strategico dello Snim (Salone Nautico Internazionale del Mediterraneo), la storica manifestazione che da ventidue anni rappresenta un pilastro d’eccellenza per la nautica da diporto e la cantieristica non solo pugliese, ma dell’intera dorsale adriatica. La reazione del mondo istituzionale e associativo è stata compatta, decisa a difendere un patrimonio di investimenti, competenze e identità costruito con anni di sacrifici.

Le dure reazioni

Il fronte del «no» si è mobilitato con toni particolarmente accesi. Il deputato di Forza Italia, Mauro D’Attis ha definito le parole di Frulli pericolose per il territorio, accusando i vertici della Fiera del Levante di voler «balcanizzare» un evento consolidato come il Salone Nautico di Puglia. D’Attis ha ricordato che la Fiera è finanziata con risorse pubbliche regionali e ha esortato l’intera classe dirigente locale a mobilitarsi senza timore di ritorsioni, sollecitando al contempo un intervento chiaro dell’Autorità di sistema portuale a tutela dello scalo e del comparto brindisino. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, che ha denunciato come a Bari si tenda a considerare il territorio brindisino una sorta di «terra di conquista». Marchionna ha ricordato che Brindisi vanta una dotazione infrastrutturale d’eccellenza, con circa 1.400 posti barca, una cantieristica navale in forte crescita e un tessuto industriale all’avanguardia, criticando un atteggiamento che rischia di disperdere le potenzialità locali.

L’appello all’unità

Anche il presidente del Consiglio regionale pugliese, Toni Matarrelli, ha espresso forte preoccupazione per il rischio di sovrapposizioni tra asset strategici già perfettamente funzionanti. Matarrelli ha sottolineato che Brindisi ha lavorato per affermarsi come la seconda manifestazione nautica d’Italia, evidenziando che la Fiera del Levante dovrebbe agire in armonia con le eccellenze regionali, promuovendo una logica di squadra anziché una dannosa competizione interna. La ferma opposizione trova pieno riscontro nelle parole della consigliera regionale del Pd Isabella Lettori, che ha promesso di difendere un patrimonio costruito con anni di duro lavoro, e nelle note diffuse da Confcommercio e Confindustria Brindisi. In particolare, il presidente di Confindustria Brindisi e del Distretto nautico di Puglia, Giuseppe Danese, ha ripercorso l’impegno ultraventennale che ha reso la città un faro nell’Adriatico, giudicando irricevibile l’ipotesi di frammentare un mercato che necessita invece di coesione, visione strategica unitaria e supporto istituzionale coordinato.