Home » Brindisi » Il ministro Urso arriva a Brindisi, la Cgil Puglia annuncia un presidio: «Il Governo dia risposte sulle vertenze»

Il ministro Urso arriva a Brindisi, la Cgil Puglia annuncia un presidio: «Il Governo dia risposte sulle vertenze»

La mobilitazione di lavoratori e lavoratrici coinvolti nelle principali vertenze si terrà davanti alla portineria dell’Eni nel capoluogo messapico

Il ministro Urso arriva a Brindisi, la Cgil Puglia annuncia un presidio: «Il Governo dia risposte sulle vertenze»
(Foto Facebook Cgil Puglia – https://www.facebook.com/cgilpuglia)

Sarà il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a posare, lunedì 6 luglio, la prima pietra della gigafactory a Brindisi.

In occasione dell’arrivo del rappresentante del Governo Meloni, la Cgil Puglia annuncia un presidio con i lavoratori e le lavoratrici coinvolti nelle principali vertenze della regione. L’appuntamento è alle 9:30 presso la portineria dell’Eni di Brindisi.

L’obiettivo, spiega la segretaria generale del sindacato pugliese, Gigia Bucci, è «reclamare risposte dal Governo rispetto a crisi che rischiano di produrre un azzeramento del sistema manifatturiero pugliese, con costi sociali elevatissimi».

Con la mobilitazione, aggiunge Bucci, il sindacato vuole contestare «politiche e scelte del tutto sbagliate da parte del Mimit, in una stagione contrassegnata da delocalizzazioni, chiusure e vendite di asset industriali strategici a soggetti esteri, nel totale silenzio delle destre al Governo».

La segretaria della Cgil Puglia ricorda, a titolo di esempio, «come è stata condotta la vertenza Natuzzi fino ad oggi», con l’azienda che «chiude siti produttivi e sposta metà della produzione in Romania». Ci sono, poi, la «vendita di Iveco, che ha uno stabilimento a Foggia, agli indiani di Tata», la «chiusura di Eni Versalis a Brindisi», la «mancanza di un disegno che accompagni il futuro dell’automotive», fino ad arrivare «all’incapacità di una assunzione di responsabilità piena rispetto al futuro della siderurgia in Italia, con Taranto che attende risposte rispetto a governance e transizione energetica, altro che ministero del made in Italy».

Gigia Bucci annuncia, dunque, che i lavoratori e le lavoratrici parteciperanno al presidio «per reclamare politiche industriali vere, investimenti per sostenere la crescita dimensionale delle imprese per agganciare filiere di valore, in modo da determinare occupazione più stabile e meglio retribuita. Se non si affrontano le crisi aperte in tanti settori, rischiamo un futuro di desertificazione industriale».