«L’Europa deve produrre più energia a costi sostenibili e costruire qui tecnologie e filiere necessarie alla transizione». Lo ha affermato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto in un videomessaggio che ha chiuso ieri la seconda edizione de “I Colori dell’Energia”.
Per Fitto parlare di energia significa parlare di transizione, ma anche di competitività, sicurezza e autonomia strategica. Il costo dell’energia e le dipendenze dall’esterno, ha ricordato, incidono sulla capacità delle imprese di competere e sulla vita quotidiana dei cittadini. Da qui l’invito a essere concreti: reti, sistemi di accumulo, componentistica, idrogeno e nuove tecnologie non vanno soltanto utilizzati, ma prodotti e innovati, creando opportunità industriali e occupazionali.
In questa sfida le piccole e medie imprese devono avere un ruolo da protagoniste, entrando nelle grandi catene europee del valore, e qui entra in gioco la politica di coesione, che destina oltre 43 miliardi di euro alla transizione energetica fino al 2029, con attenzione alle regioni meno sviluppate.
Sulla Puglia, Fitto ha sottolineato le competenze nell’eolico e nel solare, le potenzialità nell’idrogeno e una posizione che consente di unire energia, porti, logistica e industria. La sfida è trasformare questi punti di forza in investimenti, imprese e lavoro qualificato, lavorando insieme a istituzioni, imprese, università, ricerca e comunità locali, perché la transizione sia «una grande occasione industriale strategica» e non un costo.
Sulla stessa linea il promotore dell’evento, Gabriele Lippolis, che ha tirato le somme di una manifestazione capace di riunire oltre 140 relatori tra istituzioni, imprese, ricerca e scienza. «Abbiamo bisogno di più rinnovabili, ma anche di consumare meglio l’energia che già abbiamo», ha detto, indicando la necessità di dare certezza ai progetti e accelerare le connessioni, perché sicurezza energetica, sostenibilità e competitività procedano insieme.
