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Omicidio di Cosimo Quagliarella, cinque arresti per la rissa: il gip blocca il rischio di vendette

Custodie cautelari in carcere per un gruppo di giovanissimi dopo l’analisi delle telecamere e le tensioni registrate durante i funerali

Omicidio di Cosimo Quagliarella, cinque arresti per la rissa: il gip blocca il rischio di vendette

La Procura di Trani e l’Arma dei Carabinieri hanno arrestato e condotto in carcere cinque giovani andriesi con l’accusa di rissa in concorso in relazione ai fatti del 13 agosto, quando la violenta lite esplosa in piazza Giovanni Paolo II provocò il decesso del 18enne Cosimo Quagliarella. La misura cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari Marina Chiddo, risponde alla necessità inderogabile di prevenire ritorsioni e faide incrociate tra i gruppi rivali della zona. I destinatari del provvedimento sono poco più che maggiorenni – di età compresa tra i 18 e i 21 anni – e sono stati identificati grazie al minuzioso esame delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza dell’area in cui si stavano svolgendo dei festeggiamenti con barbecue tra coetanei.

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All’origine dello scontro figurerebbero screzi e gelosie di natura sentimentale legati alla frequentazione di una ragazza, contesa tra la vittima e un altro giovane. Pochi giorni dopo il fatto, un 17enne si era presentato in caserma ammettendo di aver colpito l’avversario con tre fendenti alla schiena: il minore, attualmente recluso nel carcere infantile di Bari con l’accusa di omicidio volontario aggravato, ha sostenuto di aver agito per legittima difesa, pur senza far ritrovare l’arma utilizzata. L’allerta degli investigatori si è innalzata a seguito di un carosello di scooter e fuochi d’artificio improvvisato durante le esequie del ragazzo: l’episodio ha spinto le forze dell’ordine ad accelerare l’esecuzione dei fermi ed eseguire perquisizioni mirate all’interno di due bar di Andria per ricostruire l’intera rete di contatti e controricostruire le dinamiche del delitto.