Home » BAT » Barletta, il sindaco Cannito blocca la cementeria Buzzi: ordinata la fermata del forno clinker

Barletta, il sindaco Cannito blocca la cementeria Buzzi: ordinata la fermata del forno clinker

Il provvedimento sindacale mira a «prevenire l’immissione incontrollata di sostanze nell’aria che possano causare pericolo o danno per la salute pubblica»

Barletta, il sindaco Cannito blocca la cementeria Buzzi: ordinata la fermata del forno clinker

Una svolta decisa a tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, ha firmato in serata un’ordinanza contingibile e urgente che dispone l’immediata sospensione dell’attività dell’impianto di cottura clinker della storica cementeria Buzzi di via Andria. La decisione è scattata a seguito di ripetute e allarmanti segnalazioni riguardanti la fuoriuscita anomala di fumi e polveri dallo stabilimento, culminate in un ultimo grave episodio lo scorso venerdì.

Il provvedimento sindacale mira a «prevenire l’immissione incontrollata di sostanze nell’aria che possano causare pericolo o danno per la salute pubblica». Secondo quanto stabilito dall’atto, le attività del forno resteranno congelate fino a quando l’azienda non presenterà tutta la documentazione tecnica necessaria e gli organi competenti, insieme ai tecnici di Arpa Puglia, non avranno verificato la totale funzionalità dei sistemi di monitoraggio e abbattimento delle emissioni.

Lo scontro istituzionale con la Bat

Dietro il pugno di ferro del primo cittadino emerge anche un duro j’accuse politico e istituzionale nei confronti della Provincia di Barletta-Andria-Trani (Bat), ritenuta inadempiente nella gestione del dossier ambientale: «Già il 24 febbraio scorso l’Arpa comunicava alla Provincia l’esistenza di problematiche strutturali da risolvere – ha denunciato pubblicamente il sindaco Cosimo Cannito –. L’autorità competente che doveva agire era proprio la Provincia, che però non ha mai risposto all’agenzia ambientale. Il 19 giugno, dopo l’ennesimo incidente, ho scritto nuovamente alla Provincia senza ricevere alcun riscontro. A quel punto ho inteso emanare direttamente l’ordinanza. Credo che la stessa Buzzi avrebbe dovuto sospendere autonomamente la produzione, non essendo in grado in quel momento di monitorare correttamente i propri fumi».

Le prescrizioni per la riapertura

L’ordinanza impone ora ai vertici della Buzzi una serie di adempimenti tassativi e rigorosi. La multinazionale del cemento dovrà produrre una dettagliata relazione tecnica sull’incidente del 19 giugno, quantificando l’esatto volume di polveri disperse nell’atmosfera della città della Disfida. L’azienda dovrà inoltre descrivere gli interventi di manutenzione eseguiti sui sistemi di aspirazione e sui filtri a maniche, certificare l’efficacia del sistema di monitoraggio continuo al camino e presentare un piano di interventi preventivi per evitare nuovi guasti.

Il Comune ha infine precisato che il mancato rispetto dei sigilli al forno clinker o il differimento delle prescrizioni comporterà l’immediata attivazione delle procedure di denuncia penale e amministrativa previste dalla normativa vigente in materia di reati ambientali e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.