Giornata campale su due fronti: il futuro dello stadio San Nicola e della multiproprietà. Una doppia partita che si intreccia inevitabilmente con la vita della Ssc Bari, delineando scenari imprevedibili e allo stesso tempo decisivi circa gli orizzonti che attendono il club biancorosso.
Lo stadio
Questa mattina a Palazzo di Città si riunisce la conferenza di servizi preliminare, convocata dalla giunta per esaminare la proposta di partenariato pubblico-privato presentata lo scorso 23 settembre al Comune di Bari dalla società Stadio&Co, che fa capo a Gregory Vaughn (con il sostegno del fondo californiano Sixth Street), relativa alla rigenerazione e alla gestione del San Nicola e dello stadio della Vittoria.
Si tratta del primo step nell’ambito della cornice normativa del Decreto Legislativo n. 38/2021, che ha introdotto procedure più snelle e veloci in materia di ammodernamento e costruzione di impianti sportivi pubblici. All’esame della conferenza di servizi tutte le carte presentate dall’imprenditore di Seattle, compreso il (DOCFAP) Documento di fattività delle alternative progettuali e il Piano Economico-Finanziario (PEF) preliminare.
Entro massimo 60 giorni dalla presentazione della proposta la conferenza di servizi preliminare dovrà chiudere il procedimento e, in caso di esito positivo, deliberare il pubblico interesse. Da Palazzo di Città filtra ottimismo, anche rispetto a tempi che non dovrebbero superare, pare, una decina di giorni.
Al tavolo, che si terrà in remoto, parteciperanno dirigenti e tecnici delle Ripartizioni Sport, Patrimonio e Bilancio, Settore Impianti comunali, Aree demaniali, Infrastrutture, Viabilità. Attesa anche la presenza del capo di gabinetto del Sindaco e del direttore generale. Ai lavori naturalmente parteciperà la Stadio&Co, che dovrà illustrare il progetto e tutto il materiale documentale presentato.
Se l’iter tecnico-amministrativo dovesse andare a buon fine si passerà alla fase successiva, nella quale ai proponenti verrà chiesto il progetto definitivo sul quale dovranno esprimersi la giunta, come organo di governo, e il consiglio comunale, in qualità di organo politico. Si andrebbe quindi ad una procedura ad evidenza pubblica aperta non soltanto ai proponenti ma anche a terzi. I tempi dovranno essere in generale molto stretti: laddove il San Nicola dovesse rientrare tra gli stadi di Euro 2032, si punta ad avviare i cantieri entro marzo 2027, partendo dalla riqualificazione dello stadio della Vittoria, che ospiterebbe per circa due anni le partite casalinghe del Bari.
Sul tavolo ballano 248 milioni di euro, dei quali circa 200 finanziati da Sixth Street e 50 da intercettare attraverso canali di finanziamento pubblici. In totale la cifra sale a 600 milioni comprendendo la rigenerazione dell’area del cosiddetto tondo di Carbonara. La questione stadio si intreccia con la Ssc Bari dal momento che, per ora, il club biancorosso, non è coinvolto nel progetto. Sullo sfondo resta il bando quinquennale, sospeso in attesa che vengano espletati gli accertamenti sulla proposta Vaughn.
La multiproprietà
Alle 13 si riunisce la giunta del Coni, chiamata a votare il commissariamento del presidente della Figc Giovanni Malagò dopo la bufera riguardante il vizio di forma all’atto della sua candidatura. Da giorni è partita la caccia all’ultimo voto utile per far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Se l’attuale presidente federale dovesse saltare, l’idea che si sta coltivando nei palazzi romani dello sport è di un commissariamento lampo di tre mesi, affidato a Luciano Buonfiglio.
Il presidente del Coni farebbe da traghettatore verso nuove elezioni da indire entro 90 giorni. A quel punto potrebbe risputare l’ipotesi di una corsa a due tra Galliani e Albertini. Attenzione però: l’ipotesi che si sta facendo largo proprio nelle ultime ore è che l’attuale presidente Figc possa ricoprire il ruolo paradossale di commissario di se stesso, sanando nel frattempo il suo tesseramento e candidandosi nuovamente per la poltrona di presidente.
Una partita delicatissima, che sullo sfondo si interseca anche con il futuro del Bari. Appare del tutto evidente come la vicenda sia destinata a dilatare i tempi dell’eventuale discussione del dossier su una possibile modifica delle norme sulla multiproprietà, tanto caro alla famiglia De Laurentiis.
