«Se qualcuno crede che i De Laurentiis mollino l’osso facilmente, si sbaglia di grosso». La questione va oltre il retropensiero alimentato dalla piazza, mossa dal crescente timore di restare ancora a lungo «ostaggio» di una gestione che ha tarpato le ali ai sogni della tifoseria, tenendoli «imprigionati» alle catene della multiproprietà.
Il tema, che naturalmente vede sullo sfondo il maxi progetto di rigenerazione e gestione degli stadi cittadini presentato al Comune di Bari dall’americano Greg Vaughn, si sviluppa su due assi: il futuro del club biancorosso e quello dello stadio San Nicola.
Il punto
La proposta di partenariato pubblico-privato della Stadio&Co, finanziata dal colosso californiano Sixth Street, ha totalmente sparigliato la partita. Essenzialmente per due ordini di motivi. Il primo attiene la capacità di aver messo in campo un’idea progettuale ampia, molto dettagliata, presentata con tutti i crismi, che coniuga l’ambizione della città di proiettarsi in una dimensione sportiva internazionale con il pilastro della sostenibilità, puntando ad una concessione di 99 anni. Il secondo è intrinseco al piano stesso, nella parte in cui separa la gestione del San Nicola da quella della squadra di calcio, per la quale si ipotizza anche la corresponsione di un canone di locazione. Un fatto inedito nella storia di Bari e, chissà, forse anche frutto di una strategia che potrebbe trarre origine dall’esito non positivo della lunga trattativa tra Vaughn-Sixth Street e i De Laurentiis per l’acquisizione della società di calcio.
La reazione
La Filmauro ha chiesto l’accesso agli atti della proposta americana. L’interrogativo da porsi è perché si vogliano conoscere le carte prima ancora che la conferenza di servizi valuti il progetto. Per comprendere bene la storia serve fare un passo indietro alle ore 9 del 18 maggio scorso, termine per candidarsi alla procedura di gara aperta da Palazzo di Città per l’affidamento quinquennale del San Nicola. Come noto l’unico soggetto ammesso alla gara è stata la Ssc Bari. Ad oggi, trascorsi quattro mesi e mezzo dalla dead-line di cui sopra, la procedura non è stata chiusa, nonostante il progetto di De Laurentiis abbia superato tutti gli step, compresa l’assegnazione del punteggio.
A separare il Bari dal secondo affidamento pluriennale dello stadio è sopravvenuto un primo grande ostacolo, ossia la richiesta di liquidazione giudiziale della Procura nell’ambito dell’ipotesi di bancarotta fraudolenta a carico di Aurelio e Luigi De Laurentiis (di cui è stata chiesta l’archiviazione). Circostanza che ha indotto il responsabile unico del procedimento a congelare l’affidamento in attesa di evoluzioni. Quando la strada sembrava in discesa, per effetto della rinuncia della magistratura alla richiesta di fallimento, il progetto Ssc Bari ha però subito un altro stop inatteso: la proposta di Stadio&Co (anche nell’ottica di Euro 2032), che ha indotto la giunta comunale ad avviare una procedura «accelerata» per valutare il pubblico interesse, sospendendo ancora una volta il bando di gara.
Quali saranno dunque le prossime mosse della Filmauro? L’accesso agli atti potrebbe coincidere con una mera curiosità o, verosimilmente, essere il primo passo verso un possibile ricorso al Tar. Lo scenario prefigura un altro durissimo braccio di ferro con l’amministrazione comunale. Sullo sfondo pendono la battaglia per la modifica della multiproprietà e anche la redditizia partita dei concerti, al momento uno dei principali asset della Filmauro a Bari.
