«Le garanzie verranno richieste soltanto dopo la fase preliminare». Ci ha pensato il Capo di Gabinetto del sindaco di Bari a chiarire uno dei punti cruciali del maxi progetto di rigenerazione e gestione degli stadi, nell’ambito della proposta di partenariato pubblico privato presentata da Greg Vaughn, attraverso la società di scopo Stadio&Co. Ieri, all’indomani dell’avvio della conferenza di servizi preliminare, Vito Dentamaro è stato ascoltato in audizione dalle Commissioni Cultura e Sport e Cura del Territorio e Ambiente, in seduta congiunta, illustrando tutti gli aspetti procedurali della fase preliminare dell’istruttoria.
I dubbi
Il tema garanzie è stato sollevato dai consiglieri Bozzo (Pd) e Ciaula (FdI), chiedendo chiarimenti sulle coperture economiche del progetto Vaughn, che vale poco più di 248 milioni di euro, 110 dei quali destinati alla rifunzionalizzazione del San Nicola e 98 per rimettere a nuovo lo storico della Vittoria. La proposta è accompagnata da una «lettera di patronage» firmata da Sixth Street, che Stadio&Co ha presentato al Comune di Bari per dimostrare la solidità dell’operazione, anticipando il sostegno di un partner che nel mondo conta investimenti in asset di gestione per oltre 140 miliardi di dollari. Non si tratta di una fideiussione, bensì di un documento nel quale il Fondo californiano esprime «vivo interesse a sostenere l’investimento». Sul piano meramente giuridico con la lettera non si assumono impegni vincolanti. Questi ultimi verrebbero sottoscritti da Sixth Street soltanto al termine di una valutazione approfondita di tutto l’iter progettuale. Concetto ribadito ieri dal Capo di Gabinetto in audizione, scandendo poi gli step tecnico-amministrativi che Stadio&Co dovrà superare per andare avanti.
I passaggi
In particolare la società riconducibile a Vaughn «dovrà possedere – spiega in una nota Palazzo di Città – i requisiti previsti dal Codice dei contratti pubblici per la finanza di progetto. Il piano economico-finanziario dovrà essere asseverato e dimostrare l’effettiva copertura dei costi di realizzazione e gestione. In sede di gara sarà obbligatorio indicare un fatturato specifico congruo rispetto al valore della concessione». Entro al massimo 15 giorni dovrebbe essere completato il lavoro della conferenza di servizi preliminare, dunque con largo anticipo rispetto ai 60 giorni previsti dalla legge. A quel punto Stadio&Co sarà chiamata a presentare il progetto definitivo, insieme al PEF, corredato da una bozza di convenzione e da un piano economico-finanziario asseverato. Dopodiché tutto il fascicolo finirebbe al vaglio del consiglio comunale. Soltanto allora verrebbe aperta una procedura di gara per individuare il soggetto cui affidare sia la realizzazione delle opere sia la gestione dei beni. Il bando ancora aperto sul San Nicola verrebbe quindi revocato.
La concessione
Nella bozza del PEF si punta ad una concessione di almeno 60 anni, periodo che secondo una prima analisi industriale condotta da Deloitte (studio di consulenza che affianca Vaughn) viene ritenuto sufficiente per rientrare dall’investimento. Ago della bilancia sarebbero i ricavi derivanti dalla gestione dei due impianti. Si stimano al primo anno di regime (stagione sportiva 2031-32) ricavi complessivi superiori ai 20 milioni, dei quali quasi 13,5 dalla gestione del San Nicola.
