Il conto alla rovescia è alle battute finali. Venerdì pomeriggio il comitato di garanzia istituito dal sindaco di Bari Vito Leccese, nell’ambito degli accordi morali sottoscritti da Luigi De Laurentiis per incassare il via libera all’utilizzo dello Stadio San Nicola ai fini dell’iscrizione al campionato, incontrerà il direttore generale della Ssc Bari Pierpaolo Marino.
L’appuntamento giunge esattamente a quattro mesi di distanza dalla seconda pec inviata al primo cittadino, con la quale l’amministratore unico del società di calcio si era impegnato a rispettare tutti i punti indicati dal sindaco volti a favorire la cessione del club biancorosso, nel rispetto dei termini fissati dall’art. 16 bis delle Noif, per porre fine alle multiproprietà nel calcio professionistico, ossia entro il 30 giugno 2028. Accordo maturato al termine di una serie di interlocuzioni epistolari al veleno, innescate dal Sindaco a seguito della retrocessione in Serie C del Bari.
I punti
In sostanza Leccese aveva sollecitato De Laurentiis ad accettare tre condizioni: la costituzione di un nuovo management, accompagnato da un piano industriale focalizzato sulla vendita del Bari entro giugno 2028, la comunicazione di uno o più advisor, al fine di avere riferimenti chiari in tema di vendita del club, ed infine la costituzione di una dataroom dove potenziali acquirenti possano accedere a tutte le informazioni utili per avviare una trattativa.
Dal 15 giugno, giorno in cui il sindaco di Bari aveva comunicato alla stampa l’accordo con De Laurentiis, dei punti sottoscritti non c’è mai stata traccia. Ad oggi l’unica «condizione» che ha trovato realizzazione è la nomina di un nuovo management. Azione che d’altronde, all’atto pratico, non poteva e non può essere considerata come espressione della volontà di aprire alla cessione della società, ma piuttosto come uno step indispensabile per ripartire dopo la retrocessione più amara della storia biancorossa.
Perché Marino
Il manager sportivo avellinese, primo dirigente dell’era De Laurentiis a Napoli, è stato indicato dall’amministratore unico del Bari come figura di riferimento per il comitato. Sarà lui dunque dopodomani ad aggiornare i garanti sull’eventuale stato di attuazione dei punti. Le sensazioni che filtrano dal comitato al momento sono all’insegna della cautela.
Il portavoce
«Abbiamo l’obbligo morale nei confronti della comunità di incontrare il rappresentante della proprietà di calcio», spiega Gaetano Sassanelli. «L’appuntamento – evidenzia l’avvocato penalista – costituirà un bivio, perché finalmente, dopo oltre quattro mesi, potremo verificare le intenzioni della Ssc Bari rispetto alla volontà di cedere il club. Secondo il portavoce dei garanti «il sindaco Leccese ha perfettamente ragione a lamentarsi della dilatazione dei tempi di quest’incontro». Un fattore «da ricondurre esclusivamente alla proprietà che inizialmente non ha risposto ad una pec inviata dal comitato», la chiave di lettura offerta da Sassanelli, che non crede all’alibi della richiesta di procedura di liquidazione giudiziale da parte della Procura, poi archiviata.
Tra i temi sul tavolo naturalmente figura anche il nodo multiproprietà. I continui ammiccamenti di Aurelio De Laurentiis al neo commissario Figc Malagò sul capitolo riforme suonano come un campanello d’allarme. Di recente a Berlino tutte le federazioni europee si sono riunite per fare il punto sul braccio di ferro con la Fifa in materia di calendari. Sullo sfondo non è da escludere che l’occasione sia stata utile anche per un confronto sulla questione multiproprietà, ad oggi regolata dall’art. 5 Uefa che vieta tassativamente a due squadre gestite dalla stessa proprietà di militare nella medesima categoria. «Al livello europeo la questione è ancora tutta da definire, non c’è nulla di concreto e sono certo che nulla verrà approvato di notte il 14 agosto», il commento ironico di Sassanelli. «Seguiremo gli sviluppi della vicenda per capire che direzione prende».
Naturalmente in primo piano nel faccia a faccia c’è anche il progetto stadi dell’americano Vaughn e soprattutto il suo interesse per il Bari, sempre vivo, nonostante il mancato accordo per l’acquisizione del club. «Dalla città sono passati i Tim Burton e i Noordin, ma anche gli Hartono. Non si può assegnare la patente di credibilità perché siamo scottati dalle precedenti esperienze negative. Non bisogna chiudere le porte a nessuno», spiega il portavoce del comitato di garanzia, evidenziando «che la volontà di non farsi pubblicità e l’aver portato avanti sotto traccia il progetto sia indice di serietà, non di inaffidabilità».
