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Rigenerazione delle periferie a Bari: parte il piano per San Pio, Catino e Torricella

Si è insediato questa mattina a Palazzo di Città il tavolo permanente multidisciplinare dedicato alla riqualificazione e alla rigenerazione integrata dei quartieri San Pio, Catino e Torricella

Rigenerazione delle periferie a Bari: parte il piano per San Pio, Catino e Torricella

Abbattere il senso di isolamento, ricucire le fratture urbanistiche con il resto del capoluogo e trasformare tre storiche enclave periferiche in poli urbani vivi, attrattivi e ricchi di opportunità sociali ed economiche. Si è insediato questa mattina a Palazzo di Città il tavolo permanente multidisciplinare dedicato alla riqualificazione e alla rigenerazione integrata dei quartieri San Pio, Catino e Torricella, inaugurando una metodologia di co-progettazione fondata sulla sussidiarietà orizzontale e sull’ascolto del territorio.

L’avvio del confronto, sollecitato in prima persona dal parroco della chiesa “Natività di Nostro Signore” a San Pio, don Gianni De Robertis, non nasce per calare dall’alto un pacchetto di interventi preconfezionati, ma per costruire dal basso un’analisi rigorosa delle criticità e delle vocazioni inespresse dell’area. Attorno alla sala consiliare si sono radunati la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana Giovanna Iacovone, i delegati di Confindustria Bari-Bat, Ance, Camera di Commercio, gli Ordini professionali degli architetti e degli ingegneri, i vertici dell’Università Aldo Moro e del Politecnico di Bari, insieme a Legambiente, realtà culturali, associazioni giovanili e imprenditori insediati nei tre quartieri.

Il cambio di rotta

A fissare gli indirizzi strategici della svolta è stato il sindaco Vito Leccese: «Apriamo oggi un percorso di partecipazione autentica per San Pio, Catino e Torricella, pronti ad accogliere proposte, competenze ed energie di chi vive e opera in questi contesti. Siamo consci della complessità di questo laboratorio, che mette alla prova la capacità dell’amministrazione di ricomporre il tessuto urbano. Per riuscirci dobbiamo guardare in faccia gli errori urbanistici compiuti diversi decenni fa, non per recriminare, ma per trarne lezione e non ripeterli. È la stessa logica che guida l’atto di indirizzo per il nuovo Piano Urbanistico Generale».

Il primo cittadino ha quindi chiarito il perimetro della sfida, che va ben oltre la sola dimensione edilizia: «Il lavoro da compiere non riguarda unicamente il rifacimento delle strade, il potenziamento dei collegamenti, i servizi essenziali o il rafforzamento dei presìdi sanitari e di pubblica sicurezza. La vera scommessa risiede nella creazione di solide infrastrutture sociali, nella cura delle relazioni umane e nel consolidamento del senso civico di comunità. L’obiettivo irrinunciabile è portare finalmente il vero “effetto città” in quartieri che per troppo tempo si sono percepiti come corpi estranei rispetto al resto della comunità barese».

La cabina di regia proseguirà l’attività nelle prossime settimane attraverso appuntamenti operativi itineranti e assemblee tematiche ospitate direttamente nelle sedi dei partner e nei luoghi simbolo dei tre quartieri, con il traguardo dichiarato di arrivare alla stesura definitiva di un masterplan unitario capace di orientare investimenti pubblici e iniziative private.