La paralisi dell’autotrasporto nel Mezzogiorno colpisce le forniture di carburante avio e minaccia la regolarità dei voli. Negli scali di Bari e Brindisi l’approvvigionamento è ridotto al minimo a causa dei blocchi alle raffinerie di Taranto e Napoli. Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile, ha rassicurato sull’assenza di cancellazioni immediate, invitando però le compagnie a far atterrare i velivoli in Puglia già con il pieno e avvertendo che la protesta sta diventando un «problema di ordine pubblico».
L’effetto domino si estende alla grande distribuzione e ai servizi pubblici essenziali, a partire dalla raccolta dei rifiuti. Federdistribuzione denuncia il progressivo svuotamento degli scaffali, avvertendo che il prolungarsi dei disagi porterà alla sospensione delle attività di numerosi supermercati, con inevitabili ripercussioni occupazionali. Una preoccupazione condivisa da Confindustria, che segnala danni pesanti all’economia locale. Sul fronte istituzionale, i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, rinnovano l’appello al ministro dei Trasporti Matteo Salvini per anticipare il tavolo del 27 ottobre.
La mobilitazione, segnata da presidi stradali ad Andria, Trani e Poggio Imperiale, è monitorata costantemente dalla prefetta di Bari, Rossana Riflesso. Ad alzare il livello di guardia è intervenuto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che ha paventato il rischio di infiltrazioni della criminalità tra le file dei manifestanti: «Il Viminale sta procedendo alle identificazioni al fine di rimuovere i blocchi».
