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Policlinico di Bari, primo trapianto di fegato per metastasi da tumore del colon

Il paziente, un uomo di 61 anni residente nella provincia di Lecce, presentava lesioni secondarie circoscritte unicamente all’organo epatico ma non asportabili con le tradizionali tecniche chirurgiche a intento curativo

Policlinico di Bari, primo trapianto di fegato per metastasi da tumore del colon

Traguardo storico per la sanità pugliese nella chirurgia oncologica e trapiantologica. Al Policlinico di Bari è stato eseguito con successo il primo trapianto di fegato in Puglia per il trattamento di metastasi epatiche non resecabili derivanti da un tumore del colon-retto. Il paziente, un uomo di 61 anni residente nella provincia di Lecce, presentava lesioni secondarie circoscritte unicamente all’organo epatico ma non asportabili con le tradizionali tecniche chirurgiche a intento curativo.

L’operazione, effettuata dall’équipe del professor Francesco Tandoi, si è svolta il 29 luglio scorso con il supporto specialistico delle unità anestesiologiche e rianimatorie guidate dai professori Ranieri e Grasso. Il decorso postoperatorio all’interno del reparto di Chirurgia Generale “M. Rubino” è proceduto con regolarità, consentendo le dimissioni del paziente appena sette giorni dopo l’intervento. A oltre due mesi dalla procedura, i controlli di follow-up e la tomografia assiale computerizzata (Tac) non hanno mostrato alcun segno di recidiva o ripresa della patologia neoplastica.

Il percorso clinico del sessantunenne era iniziato all’ospedale “Panico” di Tricase con l’asportazione robotica della neoplasia primitiva al colon e i successivi cicli di chemioterapia. Riconosciuta la perfetta rispondenza ai rigidi parametri dello studio multicentrico europeo “TransMet”, l’uomo è stato trasferito a Bari per una valutazione collegiale. Qui è stato seguito dall’oncologo dottor Mannavola (Unità Operativa diretta dal professor Porta) e dalla dottoressa Rendina, responsabile dell’Unità di Danno Epatico e Trapianto. Inserito in lista d’attesa attiva il 30 giugno 2026, l’organo compatibile si è reso disponibile in meno di quattro settimane.

«Questo intervento rappresenta un passo avanti significativo per l’intera rete regionale e garantisce una concreta opportunità terapeutica finora non accessibile sul nostro territorio», ha commentato il professor Francesco Tandoi. «Il trapianto non costituisce un’indicazione universale, ma è riservato a casi attentamente selezionati che rispondano a severi criteri clinici e biologici all’interno di percorsi multidisciplinari di eccellenza».

Un risultato corale evidenziato anche dal direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce: «L’integrazione di competenze complesse ha permesso di raggiungere questo traguardo, frutto del lavoro sinergico tra reparti e della solidità della rete dei trapianti regionale. Il nostro ringraziamento più profondo va al donatore e alla sua famiglia, il cui gesto di generosità ha donato una nuova aspettativa di vita».