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Parco della Giustizia a Bari, spariscono i parcheggi: non ci sono più nel progetto definitivo

Eliminati due piani interrati. Convertito il piazzale esterno. L’area per ricordare le vittime di mafia cancella gli stalli per avvocati e cittadini

Parco della Giustizia a Bari, spariscono i parcheggi: non ci sono più nel progetto definitivo
Il rendering del nuovo Parco della Giustizia a Bari

Il mega cantiere del nuovo Parco della Giustizia di Bari rischia di trasformarsi in un rompicapo logistico prima ancora di tagliare il nastro.

Il problema

Tra le pieghe delle revisioni progettuali, infatti, è emerso un cortocircuito destinato a paralizzare la viabilità dell’intera area: la totale assenza di parcheggi dedicati all’utenza e all’imponente macchina degli operatori del diritto. A rivelare il cortocircuito è il confronto diretto tra il disegno preliminare e il progetto definitivo approvato di recente. Sulla carta originaria, le basi della nuova casa della giustizia prevedevano ben tre piani sotterranei destinati alla sosta dei veicoli.

Un’infrastruttura sotterranea capace di assorbire l’impatto quotidiano di migliaia di persone. Nel passaggio alla fase esecutiva, tuttavia, due dei tre livelli interrati sono letteralmente scomparsi dai documenti. Il piano unico sopravvissuto ai tagli disporrà appena dei posti necessari a ospitare le ottantatré autovetture di servizio in dotazione ai quattro nuclei di polizia giudiziaria operativi nel capoluogo. Per tutti gli altri veicoli che quotidianamente si recano agli uffici giudiziari la porta resta sbarrata.

Parcheggio esterno sparito

Non va meglio in superficie. L’ampia spianata antistante le quattro torri della giustizia, inizialmente ipotizzata come grande polmone di sosta all’aperto destinato al personale amministrativo, agli avvocati, ai cittadini e agli imputati a piede libero, ha cambiato completamente destinazione d’uso.

Il parco della memoria

L’area verrà infatti convertita in un suggestivo Parco della memoria intitolato alle vittime della mafia: una scelta dall’elevato valore simbolico e civile che finisce però per azzerare centinaia di stalli, lasciando del tutto scoperto il fabbisogno reale di posteggi. Con le quattro torri pronte ad accentrare in un unico polo uffici, aule e cancellerie finora frammentati in città, il rischio paralisi è dietro l’angolo.

Manca il piano della sosta

Senza un piano di emergenza per la sosta, il polo della giustizia rischia di nascere soffocato dal traffico, trasformando ogni udienza in un’odissea alla ricerca di un posto auto.