Da Lisbona a Barcellona, fino ai vicoletti del centro storico di Bari. Il fenomeno del cosidetto overturism sta mettendo in crisi anche le città pugliesi, tra compressione degli spazi fisici ed emergenza abitativa. Di dinamiche strutturali e iniziative di regolamentazione degli affitti turistici brevi si è parlato, ieri, al Politecnico di Bari in due sessioni di studio. E proprio quello del capoluogo è diventato un importante «case study»: prima città in Italia per incremento degli affitti brevi nel periodo 2017-2024, con un’offerta triplicata; triplicati anche i ricavi per ogni unità abitativa, fino a quasi 12mila euro, più della media nazionale.
Siamo di fronte al fenomeno della cosiddetta «gentrificazione» (dall’inglese gentry, ossia piccola nobiltà): processo di riqualificazione urbana in cui un quartiere popolare o degradato, in questo caso la città vecchia, ma non solo, subisce una trasformazione demografica e commerciale. Nuovi residenti ad alto reddito vi si trasferiscono, facendo aumentare il costo degli immobili e sostituendo la popolazione originaria che viene spinta verso i quartieri periferici, con minori servizi.
L’intervento regionale
La Regione Puglia ha messo a punto una legge per provare a governare questo fenomeno. Ad oggi sono 44.883 gli immobili privati destinati ai turisti e registrati sulla banca dati regionale. Una formula, quella dell’appartamento al posto della camera d’albergo, scelta dal 18,7 per cento dei turisti arrivati in regione nel 2025. Rispetto al 2024, un balzo in avanti del 27,7%. La legge offre ai comuni a più alta densità turistica la possibilità di approntare regolamenti interni per gestire durate e localizzazioni delle locazioni.«L’Italia è arrivata a questo stato di cose in ritardo rispetto alle grandi città europee – ha spiegato Gianfranco Viesti, docente di Economia applicata di Uniba – a Lisbona vivono una situazione drammatica che sta letteralmente cacciando dal centro storico un residente su tre, a Barcellona ci sono manifestazioni di rivolta contro i turisti. Essere arrivati dopo può essere positivo perchè ci consente di avere degli esempi concreti, prevedendo per esempio la gestione dei flussi attraverso la scadenza temporale delle licenze o la concessione solo in alcune zone della città». Sul caso Bari si è soffermato il rettore di Poliba, Umberto Fratino, sottolineando un aspetto spesso trascurato: «Dobbiamo tener contro che la città ospita anche 50mila universitari. E’ vero che di questi 70-80% non vi risiede, ma ha bisogno comunque di spazi di condivisione e accoglienza, insomma di una città vivibile».
