Una lettera anonima, arrivata negli uffici della Regione Puglia, accende i riflettori sulla nomina di Tommaso Antonio Stallone alla guida dell’Irccs Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari. Al centro della segnalazione ci sarebbe una presunta condanna definitiva per danno erariale che, secondo l’autore della missiva, potrebbe incidere sui requisiti necessari per ricoprire l’incarico di direttore generale.
La questione è stata sottoposta all’attenzione dei vertici della sanità regionale per verificare se quanto riportato nella segnalazione anonima trovi effettivo riscontro e, soprattutto, quali eventuali conseguenze possa avere sulla nomina. Il caso è stato portato direttamente all’attenzione di Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia e di Cristian Casili, vicepresidente della Regione.
La domanda posta è essenzialmente una: l’eventuale esistenza di una condanna definitiva per danno erariale può incidere sulla possibilità di ricoprire l’incarico? Una risposta che richiede l’esame degli atti, della natura della sentenza eventualmente intervenuta e della normativa applicabile alla specifica nomina. Stallone arriva all’Oncologico dopo una lunga esperienza nella sanità pubblica pugliese.
La documentazione ufficiale regionale attesta che nel 2022 era stato nominato direttore generale dell’Irccs “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte. In quella circostanza, il decreto regionale dava conto anche dell’esito positivo delle verifiche sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità. Successivamente Stallone ha concluso il proprio incarico al De Bellis nel 2025.
Gli atti pubblicati dal sistema sanitario regionale ne riportano la cessazione dell’incarico. Ora la nuova segnalazione apre un interrogativo sulla sua posizione e sulle verifiche effettuate in relazione al nuovo incarico. Al momento, però, non è possibile trasformare il contenuto della lettera anonima in un accertamento: sarà l’eventuale documentazione ufficiale a chiarire se esista effettivamente la condanna richiamata nella missiva, quale sia il suo contenuto e se possa produrre effetti sulla nomina.
La vicenda resta affidata agli approfondimenti degli uffici competenti. «Si tratta di una vecchia vicenda dal risvolto non penale che non inficia affatto la mia nomina, peraltro passato al vaglio degli uffici della presidenza della Regione», ci tiene a precisare il neo nominato direttore generale dell’oncologico che preannuncia azioni legali a tutela del suo buon nome e della sua ultra decennale professionalità.
