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“Movimento 17 ottobre”, un ragazzo barese: «Ero nella chat, ma volevo solo giustizia, non violenza» – L’INTERVISTA

Non è tra i promotori, ma partecipava alle conversazioni in rete. E sui messaggi prende le distanze: «Non condivido chi vuole spaccare tutto»

“Movimento 17 ottobre”, un ragazzo barese: «Ero nella chat, ma volevo solo giustizia, non violenza» – L’INTERVISTA
(Foto di repertorio)

Non è un organizzatore, non è uno dei promotori della protesta. È semplicemente uno dei ragazzi entrati nella chat Telegram del “Movimento 17 ottobre”, il gruppo finito al centro dell’attenzione per i messaggi che evocavano disordini e violenze a Bari.

Si chiama Alessio, vive nel barese e ha accettato di raccontare a L’Edicola la sua versione. Perché un ragazzo decide di entrare in una chat del genere? Che cosa cerca? E soprattutto, come reagisce quando qualcuno comincia a parlare di spaccare tutto? Le sue parole restituiscono il punto di vista di chi sostiene di essersi avvicinato al movimento senza alcuna intenzione violenta.

Alessio, perché eri in quella chat?

«Sono soltanto un ragazzo che vuole giustizia. Soltanto giustizia. Non sono uno che spacca, non sono una persona che vuole creare problemi. Sono entrato nel gruppo perché voglio manifestare, ma pacificamente».

Eppure in quella chat sono comparsi messaggi molto pesanti. Si parlava anche di azioni violente.

«Io non condivido assolutamente queste cose. Non voglio che si sfasci tutto. Non sono contro la polizia. Sono un ragazzo onesto, non uno di quelli che vanno in giro a fare casino».

Ma allora che cosa ti ha spinto a restare in un gruppo nel quale circolavano quei messaggi?

«Io cerco soltanto giustizia. Voglio manifestare, sì, ma in maniera pacifica. Non sono un maranza, come si dice oggi. A casa mia non ci sono mai stati problemi di armi o cose del genere».

C’è però un particolare che non possiamo ignorare. Nella chat qualcuno scriveva di spaccare tutto e tu hai risposto «bravo». Perché?

«Non sto per niente dalla loro parte. Non sono assolutamente a favore di quelle cose. Io non ho fatto niente».

Ti rendi conto, però, che quel «bravo» può essere interpretato come un incoraggiamento?

«Io non sono a favore loro. Voglio soltanto giustizia, non voglio violenza».

Hai paura che la tua presenza in quella chat possa farti passare per qualcuno che condivideva quei propositi?

«Io non ho fatto niente. Non ho armi, non ho nulla. Sono un ragazzo onesto».

E se dovessi spiegare oggi perché un ragazzo come te si avvicina a un movimento del genere?

«Perché cerca giustizia. È soltanto questo che voglio. Spero che vada tutto bene, penso sempre positivamente. Voglio manifestare pacificamente, niente di più».