Cinque ore e mezza di Consiglio comunale, tre sospensioni della seduta, un’aula gremita e una votazione che, alla fine, ha formalizzato la contrarietà dell’assise al progetto dell’oleodotto, ma senza quell’unanimità che alla vigilia sembrava scontata. E, soprattutto, forse in ritardo e senza aver risolto nulla perché l’ultima parola sarà sempre del ministero dell’Ambiente. Come nelle previsioni, è stata una seduta infuocata quella che si è svolta lunedì pomeriggio, convocata per affrontare il progetto del nuovo campo boe per navi cisterna di biocarburanti, oli vegetali e derivati, con sealine e pipeline interrate fino al deposito costiero nella zona industriale.
Il risultato è stato 23 voti favorevoli alla delibera di diniego e due astensioni: quelle di Pietro Brescia, della lista civica “Riprendiamoci Monopoli” e Marina Liuzzi, del gruppo misto. Il primo ha evidenziato che il voto non è contro il provvedimento, «ma a quest’amministrazione che vuole recuperare credibilità e consensi dopo gravi errori, dopo un’assenza e una mancata comunicazione e coinvolgimento di tutta la città e le parti politiche».
Liuzzi, invece, ha evidenziato come «la mia astensione sulla delibera relativa al progetto dell’oleodotto non è stata un modo per non assumere una posizione. Al contrario, è stata una scelta precisa, dettata dalla volontà di tutelare i cittadini e di non attribuire ad un atto politico-amministrativo effetti che quell’atto, da solo, non può produrre».
Il contesto
Uno dei punti fondamentali del provvedimento licenziato è l’aver inserito, anche grazie all’avvocato Giampiero Risimini, l’articolo 28 del regolamento edilizio comunale, che impedisce la realizzazione in modo permanente di impianti nel sottosuolo, ma solo per un massimo di nove anni. Sarebbe, quindi, lo strumento perfetto per rigettare il progetto, ma non si capisce come mai non sia mai stato preso in questione prima.
Nel merito, il sindaco Angelo Annese, ha ribadito la posizione già espressa dall’amministrazione nelle scorse settimane: il tutto, così come concepito, non sarebbe compatibile con gli indirizzi di sviluppo della città. Il sindaco ha rivendicato il percorso di approfondimento compiuto dalla maggioranza e ha sottolineato che la posizione espressa dal Comune è, in questa fase, politica e non sostituisce le valutazioni tecniche degli enti competenti. Il “no” riguarda in particolare l’ulteriore occupazione dello specchio acqueo da parte di navi di grande stazza e l’aumento, anche potenziale, del rischio ambientale.
Una posizione che, tuttavia, non ha evitato le critiche dell’opposizione, Partito democratico in primis, convinta che il “no” sia arrivato solo dopo la contestazione popolare. Il voto di lunedì, infatti, è arrivato dopo settimane di forte mobilitazione cittadina: il 17 settembre migliaia di persone avevano riempito piazza XX Settembre per l’assemblea organizzata dal comitato «Salviamo Monopoli e il mare», che aveva annunciato l’intenzione di vigilare sull’iter e di proseguire le iniziative contro il progetto.
