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Modugno, un’informativa della Guardia di finanza scuote il neo eletto sindaco Montebruno

Il 20 aprile la Gdf avrebbe depositato una informativa alla Direzione distrettuale antimafia di Bari in cui parlerebbe proprio del sindaco eletto

Modugno, un’informativa della Guardia di finanza scuote il neo eletto sindaco Montebruno

Dopo le elezioni comunali vinte da Giuseppe Montebruno, vicesindaco uscente, a Modugno torna a riecheggiare l’inchiesta sulle presunte commistioni tra politica e criminalità organizzata che, a novembre dello scorso anno, ha portato in carcere (ora ai domiciliari) l’ex assessore Antonio Lopez, inserito il sindaco uscente Nicola Bonasia tra gli indagati e fatto rischiare alla città barese lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Come è noto, al posto di Bonasia si è candidato proprio Montebruno, che però, è bene ribadirlo, è estraneo all’indagine. Da quello che si apprende, il 20 aprile la Guardia di finanza avrebbe depositato una informativa alla Direzione distrettuale antimafia di Bari in cui parlerebbe proprio del sindaco eletto rilevando che «aveva sempre coadiuvato Bonasia nella soluzione delle controversie nascenti proprio dagli illeciti patti elettorali conclusi durante le votazioni dell’anno 2020».

Le intercettazioni dimostrerebbero che Montebruno avrebbe partecipato a numerosi incontri tra Bonasia e Stragapede, uno dei due pregiudicati del clan Parisi che sarebbero stati favoriti, in cui si parlava di assunzioni.

Dal canto suo, l’ex vicesindaco ha ribadito più volte che una volta insediato a Palazzo Santa Croce, avrebbe dato corso, insieme alla Prefettura, alle raccomandazioni del ministero dell’Interno che sollecita la sottoscrizione di un protocollo di legalità per rafforzare i controlli antimafia e le misure anticorruzione.