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Modugno, tutti contro l’inceneritore alla zona industriale. I partiti: «No, la città ha già dato»

Da destra a sinistra la risposta è chiara: nessuno vuole la realizzazione di questo impianto: vorrebbero che il Comune desse parere negativo

Modugno, tutti contro l’inceneritore alla zona industriale. I partiti: «No, la città ha già dato»
Un inceneritore (foto di repertorio)

Un no secco e convinto con una motivazione precisa: «Modugno ha già dato». È unanime, da destra a sinistra, la posizione politica sull’incubo di un nuovo inceneritore che da qualche settimana sta preoccupando i cittadini della città alle porte di Bari, alle prese con una nuova minaccia dopo quelle degli anni passati e non ancora completamente vinte. Da aggiungere ai miasmi e i cattivi odori persistenti da anni, soprattutto nelle periferie.

«Modugno a 5 stelle», per esempio, «esprime la propria netta contrarietà al progetto di coincenerimento proposto da «Adelfia Uno S.r.l» nell’area dell’ex Olearia pugliese. Un impianto con una capacità prevista di 200mila tonnellate annue pone una questione che riguarda il futuro dell’intero territorio: quali pressioni ambientali si vogliono ancora concentrare qui e quali conseguenze potrebbero avere sulla salute e sulla qualità della vita? La classificazione dei rifiuti in ingresso come «non pericolosi» non equivale all’assenza di rischi o di impatti. Chiediamo una valutazione rigorosa delle emissioni, dei residui della combustione, del traffico pesante e soprattutto degli effetti cumulativi con le altre attività presenti nell’area.

La salute dei cittadini deve essere valutata considerando l’esposizione complessiva della popolazione, senza frammentare il territorio in singole pratiche autorizzative». I pentastellati, inoltre, chiedono al Comune «una posizione formale contraria al progetto, sostenuta da osservazioni tecniche puntuali nell’ambito del procedimento regionale e dall’impiego di tutti gli strumenti amministrativi disponibili per tutelare la comunità».

Sulla stessa lunghezza d’onda il Partito socialista, secondo cui «opporsi alla costruzione del nuovo inceneritore non significa solo dire “non nel mio giardino”, ma promuovere una diversa idea di sviluppo e tutela del territorio. La contrarietà si fa ancora più netta quando un simile impianto viene proposto in una zona già martoriata dall’inquinamento, dove i livelli di emissioni sfiorano da tempo la soglia di tollerabilità: aggiungere una nuova fonte emissiva significa saturare definitivamente la capacità ambientale dell’area e compromettere ulteriormente la salute dei cittadini».

Si associa il circolo cittadino del Partito democratico, secondo cui l’inceneritore non s’ha da fare non per una ideologia e preconcetti, ma perché Modugno è satura. «Il nostro territorio e la nostra città – fa sapere con una nota Fratelli d’Italia – sono già da tempo martoriati. Modugno e zona Asi non possono essere il Refugio peccatorum di politiche scellerate per la salute dei nostri concittadini. La Regione dia delle risposte e basta giochi sulla nostra pelle». Risposte dalla Regione e dalla Città metropolitana le attende anche il sindaco Giuseppe Montebruno, che ricorda come già un anno fa gli uffici comunali avevano già sollevato rilievi contribuendo a ricondurre il procedimento alla competenza regionale. Nel frattempo, Tino Ferrulli, a capo del comitato «No inceneritore-No Newo», ha annunciato una manifestazione di piazza per sabato 31 ottobre.