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L’allarme dei sindaci al Governo: «Patto sociale a rischio». Nove primi cittadini chiedono un incontro

La sofferenza delle comunità locali è legata a doppio filo all’inflazione e al rincaro dei prezzi: «Le nostre città sono in sofferenza»

L’allarme dei sindaci al Governo: «Patto sociale a rischio». Nove primi cittadini chiedono un incontro
Il sindaco di Bari, Vito Leccese

Un appello all’esecutivo per evitare il collasso sociale ed economico delle principali città italiane, ormai allo stremo da Nord a Sud.

È la presa di posizione dei sindaci di centrosinistra di nove grandi città italiane – Roberto Gualtieri (Roma), Sara Funaro (Firenze), Vito Leccese (Bari), Matteo Lepore (Bologna), Stefano Lorusso (Torino), Gaetano Manfredi (Napoli), Beppe Sala (Milano), Silvia Salis (Genova) e Massimo Zedda (Cagliari) – che chiedono un incontro immediato al Governo, rivolgendosi in particolare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano.

«Il patto sociale e il patto generazionale si stanno rompendo, è ormai evidente», affermano i primi cittadini in una nota condivisa.

La sofferenza delle comunità locali è legata a doppio filo all’inflazione e al rincaro dei prezzi: «Le nostre città sono in sofferenza a causa del carovita e di tutto ciò che sta comportando. Questa situazione sta mettendo a dura prova le comunità, acuendo le tensioni, e merita risposte immediate».

Tra le criticità più urgenti vengono individuate il rincaro dell’energia – che al Mezzogiorno sta spingendo diversi segmenti produttivi a fermarsi anziché produrre – oltre alla gestione del diritto all’abitare, alle tutele per i lavoratori e all’efficienza del trasporto pubblico locale.

I sindaci prendono le distanze da ogni forma di scontro violento: «Diciamo un no assoluto alla violenza e alla distruzione, di cui non saremo mai complici. Adesso è il momento che le istituzioni facciano fronte comune e che ognuno si prenda le proprie responsabilità».

L’invito al Governo è dunque quello di abbandonare le contrapposizioni politiche per concentrarsi sulle soluzioni concrete: «Puntarsi il dito contro non farà calare il costo della benzina, né ridurrà la tensione esistente nel nostro Paese».