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Giuditta D’Elia aggredita nel parco Rossani, il Comune sarà parte civile: «Bari non volta le spalle»

A giudizio c’è la 32enne ex addetta alle pulizie dei bagni dell’area verde cittadina. Avrebbe agito con altre persone. È accusata di lesioni personali

Giuditta D’Elia aggredita nel parco Rossani, il Comune sarà parte civile: «Bari non volta le spalle»
Un frame del video dell’aggressione ai danni di Giuditta D’Elia nel parco Rossani a Bari

«Bari non volta le spalle e sceglie di stare dalla parte giusta». Lo afferma il sindaco del capoluogo pugliese, Vito Leccese, annunciando che il Comune si costituisce parte civile nel processo sull’aggressione di Giuditta D’Elia, la studentessa 26enne brutalmente picchiata nel parco Rossani di Bari.

Stamattina il sindaco Leccese ha conferito all’avvocata Paola Avitabile il mandato per procedere alla costituzione di parte civile dell’amministrazione comunale, nel procedimento penale presieduto dal gip Francesco Vittorio Rinaldi.

A giudizio c’è la 32enne Angela Memoli, ex addetta alle pulizie dei bagni del parco ritenuta responsabile dell’aggressione, che si sarebbe scagliata contro la 26enne insieme ad altre tre donne e ad alcuni minorenni. La 32enne avrebbe prima afferrato la vittima per i capelli scaraventandola a terra, per poi colpirla ripetutamente al volto e al collo con calci, pugni e schiaffi.

La donna è accusata di lesioni personali con le aggravanti dei futili motivi, dell’aver agito in più persone riunite e dell’aver indotto dei minori a commettere il reato.

«Quando la violenza colpisce una persona all’interno di un parco pubblico, in uno spazio che appartiene alle famiglie, ai ragazzi, ai bambini, alla vita di ogni giorno, la ferita brucia sulla pelle dell’intera città», afferma Leccese, sottolineando che «come ho promesso a Giuditta quando ci siamo incontrati, la nostra comunità sarà al suo fianco in aula, passo dopo passo, in ogni momento del percorso giudiziario».

Il primo cittadino ribadisce che «non lasceremo mai sola una cittadina che ha subìto un’ingiustizia così grave, con una tale brutalità. Essere presenti nel processo rappresenta per noi la volontà di mettere la forza e l’autorevolezza delle istituzioni al servizio e a protezione delle persone, difendendo fino in fondo il diritto di ciascuno a vivere i luoghi della propria città in serenità e sicurezza. Chi commette atti di violenza deve sapere che non affronta e offende la singola persona, ma trova davanti a sé una comunità unita e determinata a tutelare i propri valori e gli spazi collettivi», conclude Leccese rinnovando «a Giuditta il mio abbraccio e quello di tutta la città di Bari, insieme a un ringraziamento profondo per la forza e la dignità con cui sta affrontando questo momento: il suo coraggio è una lezione per tutti noi».

Anche il Comune di Toritto, città del Barese dove la vittima risiede, si costituirà parte civile nel processo con l’avvocato Roberto Eustachio Sisto.