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Flotilla, Molfetta in ansia per Domenico Centrone fermato in Libia: «Siamo preoccupati»

Flotilla, Molfetta in ansia per Domenico Centrone fermato in Libia: «Siamo preoccupati»

«Siamo preoccupati per i nostri compagni in Libia. L’importante ora è che tutti tornino a casa». Lo afferma Amina Tridente, portavoce della Global Sumud Flotilla Puglia, in merito al fermo di due attivisti italiani – il molfettese Domenico Centrone e Leonarda Alberizia – in Libia.

Gli attivisti della carovana di terra «al momento sono detenuti dall’autorità della Libia est, perché privi di permesso di sicurezza speciale, quindi ritenuti clandestini. Dalle informazioni che abbiamo un giudice deciderà nelle prossime ore per l’espulsione», spiega Tridente.

Il resto del convoglio, composto da circa 400 persone di diverse nazionalità, tra cui 12 italiani, «è accampato a un chilometro dal check point dove sono stati fermati i dieci compagni di cui abbiamo perso i contatti ieri, in attesa di capire cosa accadrà», conclude.

La portavoce di Global Sumud Italia, Maria Elena Delia, aggiunge che «siamo in continuo contatto con gli altri attivisti in Libia per capire la loro situazione e in particolare quella dei due italiani, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, che si trovano a Bengasi e sono accusati di ingresso illegale nel Paese. Il console italiano sta cercando di mettersi in contatto con loro per sincerarsi che stiano bene. Facciamo appello al governo italiano e alle istituzioni europee perché attivino tutti i canali utili a riportarli a casa» ha concluso la portavoce italiana della Flotilla che oggi alle 14 parteciperà all’incontro “Tutto quello che resta della Palestina” alla Camera dei Deputati.