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Crollo in via Pinto, arrivano in aula le prime perizie tecniche

Le relazioni dovranno offrire una ricostruzione dettagliata delle condizioni della struttura e individuare le cause del crollo

Crollo in via Pinto, arrivano in aula le prime perizie tecniche

Si apre oggi una delle tappe più importanti dell’inchiesta sul crollo della palazzina di via Pinto, a Bari, implosa la sera del 5 marzo 2024. In Tribunale è infatti atteso il deposito delle prime perizie tecniche, documenti destinati a rappresentare un punto di svolta nell’attività investigativa avviata subito dopo il cedimento dell’edificio. Le relazioni elaborate dai consulenti incaricati dovranno offrire una ricostruzione dettagliata delle condizioni della struttura e individuare le possibili cause che hanno portato al collasso della palazzina.

Si tratta di un passaggio particolarmente atteso sia dalla magistratura sia dalle parti coinvolte nel procedimento, perché dalle conclusioni degli esperti potrebbero emergere elementi determinanti per orientare il prosieguo delle indagini. Fin dalle ore successive al crollo, l’area di via Pinto è stata sottoposta a numerosi sopralluoghi e rilievi tecnici. Vigili del fuoco, personale specializzato e consulenti hanno lavorato per settimane tra le macerie, raccogliendo reperti, documentazione e dati strutturali indispensabili per comprendere la sequenza degli eventi che hanno preceduto il cedimento.

Le perizie rappresentano il risultato di mesi di analisi su materiali da costruzione, documentazione progettuale, interventi eseguiti sull’immobile nel corso degli anni e stato di conservazione dell’edificio. Gli accertamenti hanno riguardato anche gli aspetti legati alla stabilità della struttura e alle eventuali criticità che potrebbero aver inciso sul progressivo deterioramento del fabbricato. L’obiettivo degli esperti è fornire una ricostruzione tecnica il più possibile completa, chiarendo se il crollo sia stato provocato da un’unica causa oppure dall’interazione di più fattori. Le conclusioni contenute negli elaborati saranno ora esaminate dalla Procura e dalle difese, che potranno valutarne il contenuto nell’ambito dell’inchiesta. Il deposito odierno non conclude naturalmente il percorso giudiziario, ma costituisce uno snodo fondamentale.

Qualora dovessero emergere ulteriori aspetti da approfondire, non si escludono nuove consulenze o richieste di integrazione da parte degli inquirenti. La documentazione tecnica servirà inoltre a delineare con maggiore precisione eventuali profili di responsabilità, qualora venissero individuate violazioni o omissioni riconducibili alla gestione dell’immobile.A oltre un anno dal drammatico episodio che scosse l’intera città, la comunità barese continua ad attendere risposte su quanto accaduto quella sera del 5 marzo 2024. Il deposito delle prime perizie rappresenta dunque un momento cruciale nel percorso di accertamento della verità, con l’obiettivo di fare piena luce sulle cause del cedimento e di stabilire, attraverso elementi scientifici e documentati, se vi siano responsabilità da attribuire.