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Il Comitato di garanzia per la Ssc Bari, Sassanelli: «Saremo cani da guardia»

Il legale penalista, tra gli 11 garanti scelti da Leccese: «Il comitato farà capire ai De Laurentiis che non ha senso restare nel club»

Il Comitato di garanzia per la Ssc Bari, Sassanelli: «Saremo cani da guardia»

Una ripartenza su doppio binario. Da un lato la partita tecnica che poggia sulla direttrice di Pierpaolo Marino, direttore generale in pectore del Bari, atteso all’inizio della settimana prossima in città per la firma del contratto e per tracciare la strada verso il futuro, partendo dalla presentazione del direttore sportivo e dell’allenatore.

Dall’altro si attende che il comitato di garanzia nominato dal sindaco Vito Leccese diventi operativo per poter dare avvio a quell’azione di vigilanza voluta dal primo cittadino, nell’ambito dei patti sottoscritti da Luigi De Laurentiis in tema di stadio e vendita del club biancorosso entro il 2028. A stretto giro di posta gli undici garanti riceveranno la convocazione di una riunione in call con Leccese. Nel primo tavolo il comitato si darà un indirizzo affinché gli obiettivi fissati coincidano con una strategia concreta ed efficace.

Gaetano Sassanelli

L’avvocato penalista, già presidente della Camera penale di Bari, è tra i profili in ambito tecnico-giuridico scelti da Leccese. «L’iniziativa del sindaco ha fin qui prodotto un risultato concreto: per la prima volta – spiega a L’Edicola – la proprietà del Bari ha messo nero su bianco che si impegna a cedere il club. Oggi abbiamo finalmente una base per incalzare il nostro interlocutore, che sarà il dg Marino, al mantenimento dei patti. L’idea è quella di mettere l’amministratore unico della Ssc Bari Luigi De Laurentiis di fronte alle proprie responsabilità che ha assunto per iscritto pubblicamente davanti alla massima carica istituzionale della città».

L’avvocato penalista punta tutto sulla coesione e sullo spirito di squadra affinché il lavoro del comitato sia ancora più incisivo. «Spero che l’intera città si stringa intorno al sindaco e al comitato e che ci sia una comunione d’intenti per convincere l’attuale società che il suo tempo a Bari è finito. Ritengo – continua Sassanelli – che il comitato, considerando la caratura dei profili scelti dal sindaco, come dimostra la presenza di Franco Cassano, abbia l’autorevolezza per mettere in atto un’azione di «moral suasion», utile a far comprendere alla famiglia De Laurentiis che oggi continuare a restare alla guida del Bari non ha più senso, né alcuna convenienza economica». Il riferimento è alla frattura sempre più insanabile con tutte le componenti ambientali, dai tifosi agli sponsor, per arrivare a tutto il mondo istituzionale e politico, che per Sassanelli lanceranno un segnale chiaro di distacco.

La missione

«La squadra di calcio è una Spa, ma anche la summa di sentimenti, passione e identità della città. Porta con sé, dunque, una serie di valori che una volta traditi non sono più recuperabili» osserva ancora il componente del comitato di “saggi”. In termini pratici, Sassanelli entra poi nel merito di quella che potrebbe essere una delle principali azioni di vigilanza nei confronti del nuovo management biancorosso. «Se tutti remiamo nella stessa direzione, mettendo da parte il disfattismo, avremo la possibilità di denunciare e portare allo scoperto eventuali rinunce a trattare da parte di potenziali acquirenti, magari scoraggiati da richieste economiche non congrue rispetto al valore del club. Grazie al lavoro di squadra del comitato la proprietà del Bari non potrà più tenere la città sotto scacco, ma ci saranno persone informate su quello che accadrà nelle interlocuzioni e nelle trattative. Come ha ben detto il sindaco, saremo cani da guardia».