Scongiurati i licenziamenti diretti e messa in sicurezza la platea occupazionale, la vertenza dello stabilimento Brovedani di Modugno entra in una nuova fase.
Al tavolo convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) è stato confermato l’avvio formale del percorso di reindustrializzazione per il sito barese, ex centro di produzione di componenti meccanici e linee di automazione, dove l’attività produttiva risulta attualmente cessata.
La priorità assoluta condivisa da istituzioni e parti sociali resta la salvaguardia dei 44 lavoratori in organico, sui 250 complessivi del Gruppo.
La principale novità emersa dal confronto ministeriale riguarda la nomina, prevista entro dieci giorni, di un advisor specializzato che gestirà le interlocuzioni con i potenziali investitori. L’azienda ha confermato la piena disponibilità a cedere gli asset e il compendio industriale a condizioni di estremo favore, ponendo tuttavia come vincolo prioritario la ricollocazione dell’intera forza lavoro e la valorizzazione delle competenze interne.
I sindacati e i lavoratori, presenti anche con un presidio davanti alla sede del Mimit, si sono impegnati a garantire la piena fruibilità dello stabilimento. Saranno assicurate la manutenzione ordinaria, la restituzione dei macchinari di proprietà di terzi e la rimozione delle dotazioni non funzionali ai nuovi insediamenti.
All’uscita dall’incontro, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio, e il presidente della task force regionale per l’Occupazione, Leo Caroli, hanno riferito che esistono già alcune manifestazioni di interesse informali. Il percorso vedrà la stretta cooperazione tra Mimit, Regione e parti sociali per trasformare tali contatti in proposte industriali vincolanti.
Le parti torneranno a riunirsi a Roma il prossimo 9 novembre per esaminare i primi riscontri forniti dall’advisor e verificare la concretezza dei piani di rilancio.
