Nessuna archiviazione e ulteriori novanta giorni di indagine per fare chiarezza sulla morte di una bimba di 18 mesi, deceduta a maggio del 2024 per le conseguenze delle lesioni cerebrali causate da un’infezione da streptococco contratta in ospedale dopo la nascita.
Lo ha stabilito la gip del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, accogliendo l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla locale Procura della Repubblica e dando al pm novanta giorni per effettuare ulteriori accertamenti.
Nel fascicolo risultano indagati per omicidio colposo il ginecologo di fiducia della madre e il responsabile della terapia intensiva neonatale dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove la bambina era nata prematura (alla 27esima settimana) da un parto cesareo gemellare eseguito di urgenza.
I genitori, baresi di 34 e 40 anni, avevano denunciato i due medici poco dopo la nascita dei gemelli, a ottobre 2022, per lesioni gravissime, «poi rivelatesi irreversibili» si legge negli atti. La bambina è morta a maggio 2024. Il fratellino è vivo con alcune disabilità.
Accogliendo l’opposizione della famiglia, rappresentata dall’avvocato Nicola Quaranta (partner Tmdplex), la giudice ha disposto nuove verifiche sulla «tempestività della diagnosi e dell’eventuale profilassi della pre-eclampsia», una complicanza della gravidanza anche nota come gestosi, «da valutare con riferimento alle condizioni della gestante e ai fattori di rischio conoscibili dal ginecologo». Dovrà, inoltre, essere accertata «l’adeguatezza della gestione della minore prematura e, in particolare, la genesi e le modalità di trasmissione dell’infezione insorta durante la degenza».
