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Bari si candida a Capitale Italiana del Volontariato 2028: al via dalla Fiera del Levante il percorso

L’iniziativa nasce da un fronte compatto promosso dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS, dal Comune di Bari, da Anci Puglia, dal Forum del Terzo Settore regionale e dalla Caritas diocesana Bari-Bitonto, con il patrocinio della presidenza della Regione Puglia

Bari si candida a Capitale Italiana del Volontariato 2028: al via dalla Fiera del Levante il percorso

Più di una corsa a un riconoscimento simbolico: un cantiere corale aperto alla cittadinanza, un’alleanza strategica tra enti locali e Terzo Settore e la volontà di portare alla ribalta nazionale la fitta rete di solidarietà che tiene unite le comunità pugliesi. Bari ha annunciato ufficialmente la propria candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2028, scegliendo la cornice del padiglione comunale all’89ª Fiera del Levante per dare il via a un percorso che coinvolgerà l’intero capoluogo e i Comuni dell’area metropolitana nella scrittura condivisa del dossier.

L’iniziativa

L’iniziativa nasce da un fronte compatto promosso dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS, dal Comune di Bari, da Anci Puglia, dal Forum del Terzo Settore regionale e dalla Caritas diocesana Bari-Bitonto, con il patrocinio della presidenza della Regione Puglia. L’obiettivo dichiarato va oltre la scadenza del 2028: fare del tragitto di avvicinamento una palestra permanente di cittadinanza attiva e co-progettazione sociale, superando i singoli confini municipali per consolidare un modello di welfare generativo e diffuso.

A definire il senso politico e comunitario della sfida è stato l’assessore comunale al Welfare, Michelangelo Cavone: «Bari non gareggia semplicemente per vincere un titolo, ma per portare sul palcoscenico del Paese un patrimonio umano di valore incalcolabile, composto da migliaia di volontari che ogni giorno offrono tempo, competenze ed energie a servizio degli altri. Vogliamo valorizzare un paradigma che la nostra città sperimenta quotidianamente: nessuno salva una comunità da solo, ma una collettività che impara a prendersi cura di sé trasforma il destino di chi la vive. In un contesto storico segnato da tensioni, solitudini ed esasperato individualismo, scegliere di donarsi gratuitamente costituisce una straordinaria forma di resistenza civile. Questo modello barese merita di essere studiato, condiviso e replicato».

La centralità della semina formativa è stata rimarcata dalla presidente del Csv San Nicola, Rosa Franco: «Vogliamo dare continuità all’intenso lavoro svolto da anni nelle scuole, aiutando i più giovani ad avvicinarsi al Terzo Settore per scoprire valori che difficilmente trovano altrove. Bari vanta competenze consolidate, la funzione storica di ponte verso l’Oriente, un ateneo dinamico e un dialogo solido con gli enti territoriali: è su questa rete viva che poggiano le basi della nostra sfida».

La natura corale della mobilitazione è emersa nei contributi dei tanti rappresentanti istituzionali presenti. La vicepresidente del Consiglio regionale, Elisabetta Vaccarella, ha rimarcato come la vera vittoria risieda «nell’eredità di una rete sociale più forte che questo cammino lascerà sul territorio», visione condivisa dal direttore della Caritas Bari-Bitonto, don Lino Modesto, che ha definito il volontariato «l’ossatura portante per rimarginare le ferite sociali e costruire una città a misura d’uomo». Il rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Roberto Bellotti, ha garantito l’apporto dell’ateneo sia nell’analisi scientifico-psicologica dei bisogni sia nel coinvolgimento diretto della comunità studentesca. A completare il quadro, gli interventi del delegato al Welfare di Anci Puglia, Pasquale Chieco, incentrato sull’importanza della co-programmazione nei Comuni, e della presidente del Municipio I, Annamaria Ferretti, che ha assicurato la piena partecipazione dei municipi baresi per valorizzare chi rappresenta l’ossatura morale e operativa della città.