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Bari, senza fissa dimora muore per il caldo a Japigia: si chiamava Marius e aveva 41 anni

La sua «casa era la strada», affermano da In.Con.Tra. I volontari riferiscono che l’uomo aveva più volte rifiutato l’aiuto delle istituzioni

Bari, senza fissa dimora muore per il caldo a Japigia: si chiamava Marius e aveva 41 anni

Si chiamava Marius e aveva solo 41 anni il senza fissa dimora morto stamattina in via Carabellese, vicino all’Eurospin del quartiere Japigia a Bari, dove era solito fermarsi.

A “uccidere” Marius, probabilmente, è stato il caldo: «Il sole di oggi a mezzogiorno non ha pietà. È quel caldo feroce che morde dall’alto e rimbalza bruciante dall’asfalto, togliendo il respiro. Ma a spezzarci il fiato, questa mattina, è stato qualcosa di infinitamente più doloroso», commentano dall’associazione In.Con.Tra. che si prendeva cura di Marius, come fa con tante altre persone nelle sue condizioni.

Quella del 41enne, affermano dall’associazione, è stata «una vita difficile, durissima, segnata da fragilità e da quell’alcolismo che spesso diventa l’unico anestetico contro il dolore del mondo. Per Marius – ricordano – la casa era la strada, qui in Via Carabellese, vicino all’Eurospin. Lì aveva trovato il suo rifugio, protetto da una pensilina, confortato dall’acqua fresca e dall’affetto autentico del quartiere. Un affetto sincero».

Marius, come riferiscono dall’associazione, aveva più volte rifiutato l’aiuto che gli era stato più volte offerto dalle istituzioni e dall’Assessorato al Welfare del Comune di Bari. «Non possiamo giudicare il suo “no” ma dobbiamo solo rispettarlo. E possiamo ringraziare la presenza costante delle istituzioni, dei volontari e dei cittadini attivi», dicono da In.Con.Tra., ricordando che «solo ieri sera gli avevamo rivolto l’ultimo saluto, l’ultimo sorriso. Oggi, complice questo caldo d’inferno, il suo corpo già provato dai malanni e dalla solitudine si è arreso».

I volontari dell’associazione sono arrivati sul posto insieme alla polizia scientifica per adempiere alle procedure di identificazione e rivolgono un appello ai cittadini: «capiteli. Chi vive per strada non ha colpe, ha solo sventure. Non giratevi dall’altra parte, aiutiamoli».

All’obitorio, all’arrivo della salma di Marius, c’era anche Michelangelo Cavone, assessore al Welfare del Comune di Bari. «Abbiamo provato a convincerlo nel farsi aiutare per molto tempo, ma senza successo purtroppo», afferma. «Marius soffriva, come soffrono in tanti, e al dolore della vita aveva risposto lasciandosi andare. Probabilmente non abbiamo fatto in tempo, come società, ad offrirgli aiuto prima che l’aiuto fosse un’opzione accettabile».

Cavone annuncia che nele prossime settimane sarà convocato un «tavolo interistituzionale che coinvolga tutti gli enti preposti agli aiuti e alla presa in carico, non solo quelli sociali ma anche quelli sanitari, perché la visione del futuro deve essere una responsabilità collettiva». Domani, intanto, si terrà un momento di preghiera dedicato a Marius.