Convertire il dramma in partecipazione civica e sottrarre la memoria al rischio della sterile commemorazione, offrendo alle nuove generazioni gli strumenti critici per ripudiare ogni logica criminale. Nel giorno in cui Michele avrebbe compiuto quarantuno anni, la sala giunta di Palazzo di Città ha fatto da cornice alla presentazione ufficiale della prima edizione del Premio “Michele Fazio”, il concorso intitolato alla giovane vittima innocente di mafia assassinato tra i vicoli di Bari Vecchia il 12 luglio del 2001.
L’iniziativa
L’iniziativa, nata da un’idea della presidente del Municipio I Annamaria Ferretti ed elaborata nell’alveo delle attività dell’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale, si rivolge alla popolazione scolastica cittadina e agli under 25, con il supporto operativo dell’Ordine dei giornalisti della Puglia e delle associazioni del territorio. Al tavolo dei relatori sono intervenuti il sindaco Vito Leccese, l’assessore alla Legalità Nicola Grasso, la presidente municipale Ferretti, il presidente regionale dell’Odg Maurizio Marangelli e i genitori del ragazzo, Pinuccio e Lella Fazio, instancabili testimoni di giustizia nelle scuole di tutta Italia.
«Il ricordo non può risolversi in un puro esercizio retorico: va riempito di sostanza e di azioni quotidiane», ha rimarcato il sindaco Vito Leccese, ringraziando la famiglia Fazio per l’instancabile semina culturale portata avanti in oltre vent’anni. «Con questo premio chiamiamo la fascia generazionale dai primi passi fino ai venticinque anni a mettersi in gioco sul terreno delle regole e della convivenza. La legalità non si esaurisce nell’azione repressiva o negli arresti, ma affonda le radici nella consapevolezza del rispetto reciproco: Bari non è ostaggio della criminalità, appartiene alla stragrande maggioranza dei cittadini onesti». Un richiamo accolto da Annamaria Ferretti, che ha definito il concorso come «un cammino di rinascita per Michele, capace di far rivivere il suo sacrificio attraverso lo sguardo e la voce dei più giovani».
L’assessore Nicola Grasso e il presidente dell’Ordine Maurizio Marangelli hanno insistito sul valore strategico dell’informazione e della formazione precoce. L’Osservatorio punta a fare rete tra aule scolastiche, associazionismo e stampa, ricordando come il giornalismo d’inchiesta paghi spesso un prezzo altissimo nel denunciare gli affari dei clan e abbia il dovere deontologico di raccontare le persone oltre la cronaca nera, promuovendo il senso critico fin dalla primissima infanzia.
Toccanti le parole dei genitori di Michele. «Come ci insegna don Luigi Ciotti, non serve commuoversi ma bisogna muoversi», ha esortato papà Pinuccio Fazio. «Incontriamo i giovani affinché non cadano nelle trappole mafiose: chi sceglie quella via ha davanti solo il carcere o il cimitero. Di lacrime non ne abbiamo più, ma abbiamo ancora le gambe per camminare». Gli ha fatto eco mamma Lella Fazio, rivolgendo un vibrante appello alle famiglie dei quartieri popolari: «Se vogliamo un avvenire per i nostri figli dobbiamo avere il coraggio di collaborare con magistrati e forze dell’ordine. Io vado fiera di essere definita un’”infame” di legalità: le madri devono mettersi in prima linea ed essere d’esempio, scegliendo la parte giusta e senza mai girare la testa dall’altra parte».
Il concorso
Il concorso è strutturato su due tronconi principali: la Sezione Junior, riservata agli istituti scolastici dall’infanzia alle medie, e la Sezione Senior, destinata alla fascia 16-25 anni. Per i più piccoli il bando prevede cartelloni, fotoracconti e mappe multimediali dedicati al gioco condiviso, alla cura degli spazi urbani e al miglioramento dei rioni; per i ragazzi più grandi la sfida si articola tra inchieste giornalistiche o podcast su storie di riscatto (Sezione A), progetti visivi e bozzetti per murales di rigenerazione urbana (Sezione B) e scrittura creativa teatrale o narrativa sul bivio tra devianza e legalità (Sezione C).
La valutazione sarà affidata a una commissione mista di magistrati, familiari delle vittime, docenti, giornalisti e rappresentanti istituzionali. In palio non vi saranno semplici attestati, ma contributi concreti: dalle dotazioni tecnologiche, libri e viaggi d’istruzione sui beni confiscati per le classi vincitrici, fino a borse di studio professionalizzanti, la pubblicazione e messa in scena dei testi e il finanziamento integrale per realizzare il murale vincitore sulle facciate della città. Le candidature andranno inviate telematicamente tramite la piattaforma ufficiale entro le ore 12:00 del 30 aprile 2027, mentre il verdetto finale e la consegna dei riconoscimenti si terranno a Bari il 12 luglio 2027, nel ventiseiesimo anniversario della scomparsa di Michele.
