Un’estate bollente e di grandi manovre, con al centro il futuro degli stadi di Bari. Sullo sfondo, ma con uno snodo cruciale, la candidatura del San Nicola per ospitare le partite di Euro 2032 e non solo… Bisogna riavvolgere il nastro almeno di un paio di mesi per trovare traccia del primo vero approccio tra Greg Vaughn, l’imprenditore americano che, dopo aver ha trattato l’acquisto della Ssc Bari, per il momento senza esito, è oggi promotore della proposta di ammodernamento, rigenerazione e gestione dell’«Astronave» di Renzo Piano insieme allo storico della Vittoria, e le massime istituzioni locali.
Un passaggio naturalmente obbligato, considerate la natura del progetto e la leva normativa utilizzata, ossia il decreto legislativo 38 del 2021, provvedimento che ha introdotto procedure amministrative semplificate e l’uso del partenariato pubblico-privato per realizzare o riqualificare le infrastrutture sportive.
Il retroscena
Cruciale la data del 31 luglio, quando nell’ufficio della presidenza della Regione Puglia Vaughn ha incontrato il sindaco di Bari Vito Leccese e anche il padrone di casa, il governatore Antonio Decaro (che sul tema ha preferito non commentare). Nell’occasione il fondatore della Stadio&Co S.r.l., società a firma della quale è stato presentato il maxi piano di restyling degli Stadi, ha illustrato nel dettaglio la proposta progettuale.
A conferma della concretezza dell’operazione, nella stessa giornata Palazzo di Città ha ricevuto una prima pec nella quale l’imprenditore di Seattle confermava l’interesse per la stesura del progetto e la presentazione dello stesso a strettissimo giro di posta, proprio per dare impulso alla corsa di Bari per gli Europei co-organizzati da Italia e Turchia tra sei anni. Dopo altri passaggi interlocutori passano circa due mesi per arrivare al 23 settembre, quando il progetto preparato dalla Stadio&Co, con la collaborazione dell’Architetto Tom Kundig, dello studio Olson Kundig di Seattle, arriva sul tavolo del sindaco di Bari Vito Leccese e, per conoscenza, anche al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, al ministro dello Sport, Andrea Abodi, e al Commissario straordinario del governo per Euro 2032, Massimo Sessa. Il resto è storia recente, con l’annuncio di Palazzo di Città e l’avvio dell’iter procedurale, attraverso una delibera di giunta, necessario per accertare la sostenibilità della proposta e giungere alla conferenza di servizi che dovrà, in caso di esito positivo, dichiarare il pubblico interesse.
Le carte
Che Greg Vaughn stia facendo sul serio si evince dalla meticolosità che caratterizza non solo la proposta, ma tutti gli step finora compiuti sul piano procedurale. In allegato sono stati inviati un documento di fattibilità delle alternative progettuali, una bozza di piano economico finanziario di 76 pagine, un altro documento che conferma il rispetto dei principi della sostenibilità economica, territoriale, ambientale e sociale dell’intervento e dell’impatto sociale del medesimo ed infine un atto dove vengono illustrati termini e condizioni nell’ambito dei rapporti tra il soggetto affidatario e l’amministrazione comunale.
La solidità
Il piano conta su un investimento stimato di 248 milioni di euro. Di questi 198 finanziati da capitale privato unitamente al fondo californiano Sixth Street, quale partner di capitale istituzionale, già partner del Real Madrid nel rifacimento del Bernabéu e azionista di maggioranza di Legends Global, e 50 milioni da intercettare attraverso canali di finanziamento pubblici (Istituto per il Credito Sportivo, BEI, PR Puglia FESR 2021–2027 e ZES Unica). Per riammodernare il San Nicola e omologarlo alla Categoria UEFA 4 verrebbero messi a disposizione almeno 110 milioni, 98 invece per il della Vittoria. I proponenti stimano attraverso i ricavi dalla gestione degli stadi (senza il ticketing, tema che tocca naturalmente il futuro della Ssc Bari) che siano necessari 60 anni per recuperare gli investimenti. Per questo si prospetta lo scenario della richiesta di una concessione non inferiore a 99 anni. Nell’idea progettuale c’è anche lo sviluppo del cosiddetto distretto integrato nelle aree del San Nicola, che porterà alla costruzione di strutture ricettive, residenziali e spazi per eventi, per un totale di 19 ettari restituiti alla Città come paesaggio pubblico, nell’ambito di un’opera di maxi rigenerazione urbana. Secondo l’idea di Stadio&Co proprio lo sviluppo delle aree intorno allo Stadio farebbe salire l’investimento complessivo a circa 600 milioni.
La corsa a Euro 2032
Nel rispetto dei termini previsti, ieri la Figc ha inviato all’Uefa la lista delle 13 città individuate: oltre a Bari sono in lizza anche Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Complessivamente gli stadi inseriti nel dossier sono 14. Dopo le valutazioni dell’Uefa soltanto 5 stadi la spunteranno, insieme a due impianti che faranno da «riserve».
