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Bari, i tifosi disertano compatti: lo stadio “San Nicola” mai così vuoto e desolato

In meno di 4 anni persi 25mila spettatori: la gara con la Cavese manifesto in negativo dell’era De Laurentiis. Il sostegno non mancherà fuori casa

Bari, i tifosi disertano compatti: lo stadio “San Nicola” mai così vuoto e desolato

Dalle parole ai fatti. Nessun ripensamento, niente giravolte dell’ultimo minuto. Dalla media di 30mila spettatori a meno di 3mila, in nemmeno 4 stagioni. Bari-Cavese è il manifesto più fulgido della netta presa di posizione della piazza nei confronti della famiglia De Laurentiis. Il dato relativo all’affluenza registrato venerdì scorso al San Nicola, in occasione della gara di esordio dei biancorossi nel campionato di Serie C, è coinciso con un tristissimo record negativo: al match hanno assistito appena 2.864 spettatori, trasformando l’impianto progettato dal Renzo Piano in un’astronave «abbattuta e in disarmo», lasciando in eredità immagini simili a quelle di uno scenario «post apocalittico», alla «Independence Day».

A conti fatti, mai in 8 stagioni sportive sotto la gestione della Filmauro il pubblico presente sugli spalti aveva disertato in modo così compatto lo stadio. Esiste un solo precedente peggiore, relativo alla gara di Coppa Italia Bari-F. Andria 0-1, del 21 agosto 2021, che vide sugli spalti 2.407 spettatori, dato tuttavia fortemente condizionato dal periodo post pandemia, dunque in un contesto impossibile da paragonare all’attualità.

La linea

Come accaduto nella partita di Coppa Italia Serie C Bari-Casarano, a lanciare il segnale più forte sono stati i gruppi della Curva nord, che dopo aver disertato il settore di competenza sono rimasti in presidio all’esterno del San Nicola, intonando cori contro la proprietà e non facendo mancare il sostegno alla squadra.

Da «metaverso» alcuni momenti del match, quando i pochi tifosi seduti sugli spalti hanno applaudito i cori lanciati dagli ultras, ascoltati distintamente dall’interno dell’impianto sportivo, anche a causa di un silenzio surreale. La linea per il momento dovrebbe essere questa anche in vista dei prossimi impegni casalinghi. Presenza massiccia invece in trasferta, dove i gruppi organizzati non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno, anche nei momenti più bui degli ultimi anni. Una posizione figlia di settimane di confronti e sfociata in una diserzione invocata a gran voce dalla piazza, soprattutto a seguito della rovinosa retrocessione del Bari in Serie C.

L’assenza degli ultras naturalmente si aggiunge a quella dei tifosi non organizzati in tutti i settori, fattore che ha contribuito al vuoto assoluto del San Nicola.

Le cause

La mala gestione degli ultimi 3 anni, effetto della totale assenza di programmazione e ambizione, che resta la causa principale della caduta in C, quindi le incognite sul futuro, soprattutto in tema di cessione del club e di multiproprietà, restano i motivi principali alla base della frattura insanabile tra la città e la società di calcio gestita dalla famiglia di imprenditori romani. Questioni colpevolmente sottovalutate e ignorate dai vertici del club biancorosso e da tutto l’entourage di Luigi De Laurentiis.

A rendere ancora più aspri gli animi, inducendo la gente a nutrire sentimenti di profondo malcontento, distacco, disinteresse e finanche nausea è infine la riluttanza dell’amministratore unico della società di calcio pugliese a sottoporsi ad un confronto pubblico. Ad oggi, quando sono trascorsi 95 giorni dalla retrocessione più indecente della storia del Bari, manca ancora una conferenza stampa. Tutto è passato in cavalleria.

La città chiede ancora risposte: perché mai si parla proprio adesso, con il Bari in C e a due anni dalla deadline del 2028, di doppio salto, quando per 3 stagioni la parola Serie A è stata un tabù? Perché mai a gennaio la società non ha investito seriamente per scongiurare la retrocessione, acquisendo giocatori non pronti, in alcuni casi rotti, e inadeguati per dare una sterzata, con la squadra penultima in classifica, accompagnata dai dati peggiori in attacco e in difesa? Perché dopo le promesse al sindaco Vito Leccese manca ancora la data room per la cessione e la nomina di un advisor? Interrogativi a cui difficilmente, almeno a stretto giro, seguiranno delle risposte.