La città è in fermento. Stavolta il «sogno americano» potrebbe non essere soltanto una velleità onirica. L’apertura da parte del Comune di Bari della «procedura accelerata» per verificare che il progetto da 250 milioni presentato dall’italo americano Greg Vaughn sugli stadi cittadini sia «sostenibile» e di «interesse pubblico», ha innescato inevitabilmente un dibattito sulla concretezza dell’affare. I dubbi, originati dalle passerelle grottesche del recente passato, riguardano da un lato la solidità e la serietà dell’operazione e dall’altro il futuro del Bari calcio.
Le indiscrezioni
Come anticipato ieri da L’Edicola, fonti istituzionali e qualificate confermano che la figura di Greg Vaughn, responsabile della società Stadio&Co che ha presentato la proposta di partenariato pubblico-privato, sia affiancato da un grosso fondo Usa, avendo curato per lo stesso l’intermediazione con Ssc Bari nell’ambito di una trattativa per l’acquisizione del club biancorosso nel 2025. Secondo indiscrezioni si tratterebbe di Sixth Street, colosso americano degli investimenti con oltre 135 miliardi di dollari di asset in gestione. Il fondo sarebbe molto attivo nel mondo degli stadi e dell’entertainment; nel 2022 ha sottoscritto con il Real Madrid e Legends un accordo ventennale legato allo sviluppo del nuovo Bernabéu, con un investimento di circa 360 milioni di euro.
Il retroscena
A conferma che tra le parti fosse in corso un dialogo molto fitto c’è anche la strana presenza di Claudio Alexander Vaughn, 22enne figlio di Gregory, in diverse sessioni di allenamento del Bari a gennaio scorso. Un gesto che sarebbe stato promosso dall’amministratore unico del club pugliese anche per testimoniare la buona volontà nel proseguire la trattativa. Pochi mesi dopo la doccia gelata, proprio mentre la squadra si apprestava ad iniziare la stagione della retrocessione in C. Senza successo il tentativo di riavvicinamento fatto a gennaio scorso da Vaughn. La sensazione è che però la partita sia tutt’altro che chiusa.
