Oltre la metà dei circa 3.000 lecci della città di Bari soffre oggi per un grave fenomeno di deperimento e disseccamento, la cui causa precisa resta ancora incerta.
Per fronteggiare questa criticità che coinvolge più di 1.700 alberi, è partita questa mattina la prima sperimentazione di controllo biologico basata sul rilascio di coccinelle, insetti antagonisti naturali destinati a contrastare la presenza delle cocciniglie.
L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia in collaborazione con il Comune di Bari e l’Università degli Studi “Aldo Moro”, ha preso il via nel plesso Iqbal Masih del Circolo Re David alla presenza di alunni e insegnanti.
All’evento hanno preso parte l’assessora comunale al Clima e Ambiente Elda Perlino, l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, il dirigente dell’Osservatorio Fitosanitario Salvatore Infantino e la presidente del Municipio II Alessandra Lopez.
L’operazione ha previsto l’immissione di dosi calibrate di Coccinellidi sui lecci e sui pini per ridurre la popolazione di parassiti e limitare al minimo l’uso dei prodotti fitosanitari.
Le cocciniglie, in particolare le specie Kermes vermilio e Nidularia pulvinata, contribuiscono a indebolire alberi già provati da vari fattori di stress, anche se non è provato che siano le dirette responsabili della moria.
La complessa sintomatologia rientra nel fenomeno noto come Complesso del Disseccamento delle Querce (Co.Di.Que.), attualmente al centro di studi approfonditi sia in Italia sia nel resto d’Europa. Il progetto sperimentale avrà una durata di 24 mesi e prevederà almeno tre sopralluoghi all’anno per monitorare costantemente lo stato di salute e la ripresa del patrimonio arboreo cittadino.