Home » Bari » Bari, candidatura del culto nicolaiano all’Unesco: affidato il dossier per il patrimonio immateriale dell’umanità

Bari, candidatura del culto nicolaiano all’Unesco: affidato il dossier per il patrimonio immateriale dell’umanità

Il Comune di Bari compie il passo decisivo verso il riconoscimento internazionale del culto di San Nicola

Bari, candidatura del culto nicolaiano all’Unesco: affidato il dossier per il patrimonio immateriale dell’umanità

Trasformare la devozione verso il Santo patrono in una piattaforma globale di cooperazione, dialogo ecumenico e identità condivisa. Il Comune di Bari compie il passo decisivo verso il riconoscimento internazionale del culto di San Nicola, affidando formalmente alla società cooperativa Ipogea i servizi integrati per la predisposizione del dossier ufficiale di candidatura nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco.

L’operazione

L’operazione, finanziata attraverso le risorse derivanti dall’imposta di soggiorno, dà sostanza agli impegni inseriti nelle linee di mandato dell’amministrazione comunale e nel Documento unico di programmazione, all’interno del quale la figura di San Nicola viene individuata come asse portante del posizionamento della città quale destinazione turistico-culturale internazionale e crocevia del Mediterraneo. L’iter progettuale non si limiterà alla stesura burocratica dei fascicoli, ma svilupperà un programma partecipato di catalogazione, ricerca scientifica e cooperazione transnazionale che coinvolgerà l’intera galassia dei Paesi di tradizione cristiana legati alla venerazione del vescovo di Myra.

«Entriamo nel vivo di un percorso che punta sul coinvolgimento attivo delle comunità locali e dei fedeli nel mondo», ha sottolineato il sindaco Vito Leccese. «Non ci limiteremo a impaginare un dossier, ma metteremo a sistema un immenso patrimonio immateriale fatto di riti, tradizioni popolari, spiritualità e legami storici che fanno di Bari un punto di riferimento planetario. In un’epoca segnata da tensioni internazionali e conflitti, la testimonianza di pace, accoglienza e fratellanza del nostro patrono è la condizione irrinunciabile per disegnare qualunque prospettiva di futuro».

A delineare la tabella di marcia del prossimo biennio è l’assessora alle Culture, Paola Romano: «Questa sfida è frutto di un dialogo profondo e costante con i Padri Domenicani della Basilica Pontificia e con l’Arcidiocesi di Bari-Bitonto. Il nostro obiettivo è tutelare la nostra identità e contemporaneamente gettare ponti verso l’estero. Nelle prossime settimane istituiremo il comitato promotore allargato a Ministero della Cultura, Regione Puglia, università e centri di ricerca. Nei prossimi due anni lavoreremo alla mappatura capillare del culto, all’animazione nei quartieri e alla stipula di accordi con le città partner mondiali per presentare un dossier solido, corale e rispondente ai parametri della Convenzione Unesco del 2003».

Piena determinazione viene espressa anche dal team di coordinamento di Ipogea, composto da Pietro Laureano, Rossella Tarantino e Paolo Verri: «San Nicola rappresenta già di per sé un patrimonio planetario. Il nostro compito sarà connettere le molteplici realtà geografiche che ne custodiscono la memoria, rendendo esplicito il ruolo guida di Bari con spirito di servizio e innovazione metodologica».

Il cronoprogramma prevede, tra i primi adempimenti, il supporto alle procedure ministeriali per l’iscrizione del rito nicolaiano nell’Inventario nazionale del patrimonio immateriale, la strutturazione di una rete di città gemellate e la celebrazione di due forum internazionali in concomitanza con le festività di maggio e dicembre, con eventi diffusi e itinerari culturali dedicati. Una strategia che mira a valorizzare l’esperienza del pellegrinaggio come incontro tra popoli, certificando Bari quale capitale morale dell’ecumenismo e della convivenza pacifica.