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Bari, braccianti occupano la Basilica di San Nicola: «Basta ghetti. Fondi contro le baracche e documenti per tutti»

Al centro della protesta c’è la perdita di 30 milioni di euro del Pnrr, fondi per lo smantellamento del ghetto di Torretta Antonacci

Bari, braccianti occupano la Basilica di San Nicola: «Basta ghetti. Fondi contro le baracche e documenti per tutti»

Un gruppo di braccianti agricoli ha occupato, stamattina, la Basilica di San Nicola a Bari e minaccia il blocco della raccolta dei pomodori e della frutta nel pieno della stagione estiva.

Al centro della protesta c’è la questione della perdita di 30 milioni di euro del Pnrr, fondi originariamente stanziati per lo smantellamento del ghetto di Torretta Antonacci, in Capitanata. Le risorse si sarebbero dovute utilizzare entro il 30 giugno scorso e sono ora andate perse.

La mobilitazione, promossa dall’Unione sindacale di base (Usb) Braccianti, punta il dito contro il governo Meloni e la Regione Puglia, guidata dal presidente Antonio Decaro.

Secondo il sindacato, il commissariamento e i ritardi burocratici hanno bruciato i fondi destinati al superamento del più grande insediamento precario della provincia di Foggia, segnalato anche dalla Corte dei Conti tra i casi più critici a livello nazionale per cronoprogrammi impossibili e cantieri mai aperti.

L’occupazione del luogo di culto rappresenta un atto di forza per accendere i riflettori sulle condizioni di vita dei lavoratori agricoli, esposti a temperature estreme e privati dei diritti primari.

L’Usb denuncia le morti nei campi, citando i decessi di Alagie ad aprile e di Mamadou a gennaio, e sottolinea come moltissimi braccianti siano in possesso di permessi C3 o di richieste d’asilo bloccate da anni nelle questure.

I manifestanti chiedono lo stanziamento immediato di risorse nazionali equivalenti a quelle perse, l’allacciamento urgente di acqua ed elettricità nel ghetto e lo sblocco dei permessi di soggiorno con il rilascio di un titolo biennale per ricerca occupazione. In assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni, il sindacato ha annunciato l’intenzione di proclamare scioperi generalizzati e blocchi stradali in tutta la Puglia, minacciando di fermare l’intera filiera agroalimentare del Paese.