Una serata come tante, trascorsa con gli amici, poi il rientro a casa e l’aggressione da parte di un turista straniero. È quanto accaduto a una 39enne barese, Valeria Patscot, che in un lungo post pubblicato sui social ha raccontato l’episodio avvenuto nel quartiere centrale di Madonnella, nel capoluogo pugliese.
«Sono una barese doc», afferma. «Sono nata e cresciuta a Madonnella (mi piace sempre ribadirlo) questo quartiere popolare, multietnico e meraviglioso, che negli anni ha accolto tantissimi turisti».
Un quartiere che Valeria conosce bene, nonostante un periodo trascorso fuori città per l’università, ma in cui l’altra sera «ho avuto paura», scrive.
La 39enne spiega che è stata «paura di tornare a casa mia», quella provata. Paura «di percorrere la via in cui abito, di camminare per strada alle 21:50 di sera nelle strade in cui sono cresciuta».
La giovane donna spiega di essere stata «spintonata su un muro da un ragazzo straniero (no, fermi tutti! Il colore della sua pelle era uguale al mio, e io sono bianchissima, quasi trasparente) che barcollava (e anche a me piace farmi qualche drink!) che dal nulla mi ha spinta, ha gridato qualcosa che non ho capito, e si, mi sono spaventata, quindi non sono riuscita a reagire ma ho solo accelerato il passo».
Valeria prosegue, constatando con amarezza che «mi sono spaventata dall’”alto” dei miei quasi quarant’anni, mi sono spaventata nonostante abbia lavorato in locali che chiudevano alle 3, alle 4 di notte, ma tanto ero giovane ed ero nella mia città e non avevo paura a tornare a casa da sola. Chissà se ero troppo incosciente o forse la mia città, il mio quartiere erano diversi. Però – scrive – io oggi ho avuto paura, non erano nemmeno le dieci di sera, indossavo jeans lunghi e una camicia a maniche lunghe (perché per qualcuno questo ha anche importanza), ma sono stata aggredita. Non so nemmeno perché. Mi sono spaventata, ho avuto paura».
La 39enne dice di avere ancora il dolore alla spalla, «e qualche tremore, nulla di che in fondo», scrive: «Ma non dovrebbe andare così», conclude.
