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“Anema e core” oltre le sbarre, Serena Brancale incontra i ragazzi del carcere minorile di Bari

La cantante, prima del concerto serale al Palaflorio, è entrata nell’istituto penale: «La prossima volta non voglio più vedervi qui, in questo posto»

“Anema e core” oltre le sbarre, Serena Brancale incontra i ragazzi del carcere minorile di Bari
Serena Brancale durante l’incontro con i ragazzi del carcere minorile “Fornelli” di Bari

«È stato emozionantissimo, non pensavo di vivere questa esperienza così forte e, devo confessarlo, cantare tra queste mura il brano che ho portato all’ultimo Festival di Sanremo è stato ancora più intenso; un palco che mi ha fatto vibrare l’anima». Le parole dell’ormai famosa cantante barese Serena Brancale, reduce dal grande successo di ieri sera con il suo “Sacro tour” al PalaFlorio di Bari, manifestano un grande sentimento di empatia. Ieri mattina e per la prima volta nella sua vita Serena è entrata in un carcere e lo ha fatto al “Nicola Fornelli” di Bari, l’Istituto Penale per i minorenni; una promessa che aveva fatto e che poi ha mantenuto.

Al suo arrivo, atteso con ansia da diversi mesi, tutti i quasi trenta ragazzi dell’IPM si sono posizionati negli spazi della sala teatro, al piano di sopra e hanno applaudito quasi increduli e impacciati. Al principio, con Serena davanti a loro, ha prevalso il silenzio e nessuno, anche i più vivaci o i meno tranquilli, ha proferito parola; sono apparsi decisamente intimiditi.

Le parole del direttore

L’incontro speciale è stato organizzato da Tina Ottavino, attivista culturale e presidente dell’associazione Alexott ed è stato accolto con grande entusiasmo dal direttore del Fornelli, Nicola Petruzzelli. «Le canzoni di Serena – ha dichiarato il direttore guardando negli occhi i ragazzi – ci insegnano che gli affetti sono il luogo del cuore da cui non staccarci mai e le relazioni autentiche ci fanno capire quanto sia importante non perderci per strada, non cadere nell’abbaglio della droga, dei soldi facili, del divertimento a tutti i costi e così via». Ieri sera al concerto hanno partecipato solo cinque di loro, quelli in permesso premio e le parole della Brancale sono state subito chiare: «La prossima volta – ha esordito – voglio che veniate tutti, anzi, non voglio più vedervi qui, in questo posto».

La performance di Brancale

Sul filo dello stupore e dello slancio, c’è stato il momento musicale di Serena che, con microfono e piccola tastiera sulle gambe, si è esibita, anche su richiesta dei giovani, in più brani, da quelli più noti al grande pubblico come “Anema e Core”, “Baccalà”, la canzone in dialetto barese pubblicata nel 2024, “Qui con me”, brano proposto sul palco del Festival di Sanremo a melodie improvvisate e intense.

L’artista ha poi raccontato la sua esperienza di vita professionale, le sue radici, i consigli ricevuti dai suoi genitori e di fronte ai quali, se pur talvolta controvoglia, non si è ribellata. «Mia madre – ha detto ai ragazzi – a suo tempo insistette affinché frequentassi il Liceo classico, nonostante io, all’epoca, volessi andare al Liceo artistico. Aver seguito il suo consiglio, anche se ha significato più impegno e fatica, mi ha giovato nel tempo». Nel corso della chiacchierata, tra una canzone e l’altra, ci sono poi state domande rivolte a tutti e Serena è riuscita a far breccia su di loro.

L’esibizione di un ragazzo

E’ arrivato poi il momento in cui uno di loro ha preso coraggio e ha cantato al microfono una canzone napoletana. «Napoli per me – ha concluso la cantante – con tutto quello che rappresenta è stato uno stimolo da sempre e la sua musica, fatta di passione e cuore, si ritrova anche nel jazz del grande e compianto Pino Daniele, per esempio, un cantautore che adoro. L’asse Bari – Napoli è fortissimo ed entrambe, musicalmente parlando, le sento come “casa mia”». Presente all’evento fuori dall’ordinario, anche il Comandante dell’IPM, Antonietta Mavellia, dirigente di polizia penitenziaria.