Un nuovo, decisivo passo avanti verso la riduzione delle distanze tra i due versanti del Mezzogiorno. È stato avviato ufficialmente questa mattina lo scavo della Galleria Melito, l’ultima e più attesa delle tre gallerie naturali previste lungo il lotto Apice-Hirpinia della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità e Alta Capacità Napoli-Bari. L’apertura del nuovo fronte sotterraneo segue il completamento delle precedenti gallerie Grottaminarda e Rocchetta, segnando l’avvio della fase finale per le opere in sotterraneo del segmento campano.
Il progetto
L’infrastruttura si svilupperà per un tracciato di circa 4,5 chilometri. A compiere l’opera ingegneristica è la fresa meccanica a piena sezione ribattezzata “Aurora”, un gigante tecnologico con un diametro di scavo di 12,5 metri già utilizzato con successo per la galleria di Grottaminarda. Come per i precedenti tratti, la Tbm realizzerà uno scavo a singola canna predisposto per il doppio binario, che permetterà la circolazione dei convogli su entrambi i sensi di marcia. La macchina opererà a regime continuo, sette giorni su sette e 24 ore su 24: con il suo sfondamento finale verrà completato l’intero pacchetto dei tunnel di linea previsti sulla tratta.
L’appalto, commissionato da Rete Ferroviaria Italiana con la direzione lavori curata da FS Engineering, è stato affidato al Consorzio Hirpinia Av e realizzato dal gruppo Webuild. Il lotto comprende anche la realizzazione della futura stazione Hirpinia, snodo nevralgico progettato per connettere le aree interne dell’Irpinia e della Campania alla direttrice ad alta velocità nazionale. Nella nuova fermata sono state ultimate le opere civili primarie, distribuite su due livelli con quattro binari operativi; in parallelo avanzano a ritmo serrato i lavori per la viabilità di collegamento esterna, che prevede otto nuovi assi stradali, quattro rotatorie e un parcheggio di interscambio a servizio dei passeggeri.
L’intervento si inserisce in un impegno industriale su vasta scala che vede Webuild impegnata su quattro tratte chiave della direttrice (Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia, Hirpinia-Orsara e Orsara-Bovino), con un impatto occupazionale ed economico di rilievo per il Meridione: oltre 3.000 lavoratori impiegati e una filiera produttiva di circa 2.800 imprese fornitrici coinvolte. Una volta completati i suoi 145 chilometri di nuovo tracciato ferroviario, la Napoli-Bari si integrerà pienamente nel Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete transeuropea Ten-T, trasformandosi nell’asse portante per unire il Sud Italia al resto del Paese e all’Europa.
