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Ambiente, adattamenti climatici e mitigazioni: le sfide operative che attendono i Comuni

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha sottolineato l’impatto dell’inquinamento, ribadendo la necessità di puntare su mobilità sostenibile e verde

Ambiente, adattamenti climatici e mitigazioni: le sfide operative che attendono i Comuni
Il sindaco Vito Leccese, il primo da sinistra, ha partecipato ed è intervenuto al Festival delle Città che si è svolto a Roma

Di fronte ai sempre più evidenti e devastanti impatti del cambiamento climatico, le amministrazioni locali si trovano in prima linea, costrette ad affrontare emergenze quotidiane e a pianificare trasformazioni strutturali a lungo termine. Di questo cruciale snodo amministrativo ed ecologico si è discusso ieri a Roma, a Palazzo Valentini, durante l’edizione annuale del Festival delle Città, la manifestazione promossa da Ali, Autonomie Locali Italiane.

Tra i contributi più significativi emersi nel corso del panel intitolato “Città tra adattamento climatico e mitigazione: le proposte di Ali”, quello del sindaco di Bari, Vito Leccese. Il primo cittadino capoluogo pugliese ha tracciato un quadro severo delle sfide operative che attendono i Comuni italiani, ponendo l’accento sul drammatico impatto dell’inquinamento, della cementificazione selvaggia e sulla necessità improcrastinabile di un sostegno concreto e coordinato da parte del governo centrale.

Nel prendere la parola, Leccese ha evidenziato come le conseguenze del riscaldamento globale non siano più un’astrazione teorica, bensì una realtà concreta percepita quotidianamente dalla cittadinanza. A Bari, in particolare, la gestione del territorio sconta decenni di uno sviluppo urbano aggressivo che ha quasi saturato la superficie comunale, rendendo persino i tradizionali interventi di forestazione urbana estremamente complessi da mettere in atto. Per contrastare questo scenario, la risposta istituzionale deve necessariamente basarsi su un radicale cambio di paradigma.

Secondo il sindaco, governare il territorio oggi significa mettere al centro politiche rigorose di adattamento climatico: dove lo spazio lo consente ancora, diventa fondamentale procedere con interventi mirati di depavimentazione, consentendo al terreno di riacquistare la propria permeabilità naturale, e incrementare le piantumazioni. Contestualmente, la strategia per ridurre l’impronta carbonica della città deve passare attraverso la trasformazione radicale della mobilità e la conseguente drastica riduzione delle sostanze clima-alteranti immesse in atmosfera.

Entrando nel merito delle azioni concrete avviate dall’amministrazione barese, Leccese ha rivendicato con orgoglio le risorse intercettate e gli investimenti messi a terra grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tra questi, la realizzazione di 23 chilometri di linee BRT (Bus Rapid Transit), un’opera che rappresenta la rete più estesa d’Italia tra i Comuni che hanno scelto di puntare su questo sistema di trasporto rapido su gomma. Tuttavia, le sole infrastrutture non bastano se non inserite all’interno di una visione sociale di mobilità intesa come diritto fondamentale e accessibile a tutti. A questo proposito, il primo cittadino ha richiamato il successo della misura MUVT, la politica tariffaria barese che consente di sottoscrivere l’abbonamento annuale al trasporto pubblico locale alla cifra simbolica di 20 euro, garantendo al contempo la totale gratuità per i cittadini over 65. Sostenere il trasporto pubblico locale linea espressa anche dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri e condivisa da Leccese, non configura soltanto un’importante misura di coesione sociale, ma costituisce una vera e propria priorità per la tutela dell’ ambiente.

Sul fronte dell’urbanistica, la città di Bari sta portando avanti una decisa operazione di rigenerazione e contenimento dell’impronta cementificatoria. Il nuovo schema del PUG (Piano Urbanistico Generale) ha infatti provveduto a dimezzare gli 11 milioni di metri cubi di volumetrie residue previsti dal vecchio piano regolatore risalente al 1974, tagliando contestualmente del 60% le previsioni sul consumo di suolo futuro. Al taglio delle volumetrie fa riscontro un notevole incremento delle dotazioni di verde pubblico, realizzato attraverso progetti di ampio respiro geografico e sociale. Il primo traguardo vicinissimo è l’inaugurazione, fissata per il prossimo 21 novembre, del parco sull’area dell’ex Fibronit: 14 ettari di verde nati dalla bonifica di un ex sito industriale drammaticamente legato al dramma dell’amianto. A questo si affianca l’imponente piano per Costa Sud, un parco costiero lineare esteso per circa sei chilometri, che interesserà una superficie complessiva di 90 ettari attraverso l’anticipazione di un PUE (Piano Urbanistico Esecutivo).

In conclusione del suo discorso, il sindaco di Bari ha lanciato un forte appello alla politica nazionale, facendosi portavoce di una richiesta comune a tutte le fasce tricolori presenti alla kermesse capitolina. Se da un lato i sindaci italiani hanno dimostrato coraggio e capacità strategica nell’intercettare le risorse straordinarie del PNRR e nel progettare la transizione ecologica delle proprie comunità “gettando il cuore oltre l’ostacolo”, dall’altro lato la fase attuale richiede condizioni strutturali adeguate per la gestione e la manutenzione di quanto edificato. Senza un quadro di politiche nazionali coerente e dotato di trasferimenti finanziari stabili per l’erogazione dei servizi, il grande sforzo di modernizzazione compiuto dalle città rischia infatti di non poter essere sostenuto nel lungo periodo.