Dieci anni di reclusione con rito abbreviato, a cui si aggiungeranno tre anni di misura di sicurezza al termine della pena. È la sentenza emessa dalla giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bari, Rossana De Cristofaro, nei confronti di Giuseppe Manica, il 71enne accusato di aver accoltellato brutalmente il vicino di casa Michele Esposito, 51 anni, all’interno di un condominio in via Che Guevara, nel quartiere Poggiofranco.
La vicenda
I fatti risalgono al 26 febbraio 2025. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini e accertato in sede dibattimentale, Manica tese un vero e proprio agguato al vicino: rimase ad attenderlo all’uscita dall’ascensore per poi scagliarsi contro di lui con violenza inaudita, sferrando numerosi fendenti indirizzati anche al volto. A causa dei colpi ricevuti, Esposito rimase in coma per due giorni e riportò lesioni gravissime con danni fisici permanenti.
All’arrivo dei carabinieri nel palazzo, l’anziano si fece trovare sul posto confessando subito il gesto con parole agghiaccianti: «Sono stato io, spero che muore». L’imputato rispondeva delle ipotesi di reato di tentato omicidio pluri-aggravato dalla premeditazione e dall’uso dell’arma, oltre che di lesioni gravissime e occultamento del corpo del reato.
L’aggressione rappresentò il tragico culmine di una lunga scia di atti persecutori: per le pregresse vessazioni ai danni del vicino, il 71enne aveva già collezionato due condanne definitive per complessivi tre anni e sei mesi di reclusione.
La sentenza odierna ha confermato l’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Giovanni Calamita, che per l’imputato aveva sollecitato una pena di 14 anni. Il giudice ha inoltre stabilito che Manica dovrà risarcire i danni alle parti civili, da quantificare in separata sede civile, disponendo nell’immediato una provvisionale esecutiva di 50 mila euro in favore della vittima e di ulteriori 5 mila euro ciascuno per la moglie e la figlia del 51enne.
